La crescente preoccupazione per la qualità della vita e la sicurezza nel cuore di Pescara, in particolare nelle aree circostanti piazza Santa Caterina, corso Vittorio Emanuele (in prossimità di via De Amicis) e il parcheggio del Bingo, ha generato una escalation di richieste di intervento da parte della cittadinanza.
Il sindaco Carlo Masci, in risposta a un esposto presentato in procura dai residenti e commercianti, ha formalmente richiesto al prefetto Flavio Ferdani una revisione urgente e ampia delle strategie di sicurezza urbana.
L’esposto, più che una semplice lamentela, costituisce una denuncia dettagliata di un progressivo deterioramento del tessuto sociale e urbano.
I cittadini descrivono una situazione caratterizzata da fenomeni di disturbo della quiete pubblica, risse, atti vandalici e comportamenti intimidatori che alimentano un diffuso senso di insicurezza e angoscia.
Questo degrado non si limita a danneggiare la vivibilità della zona, ma erode la fiducia nella capacità delle istituzioni di garantire un ambiente sicuro e protetto.
Il consigliere comunale Domenico Pettinari ha amplificato questa istanza di intervento con una conferenza stampa sul posto, sottolineando la gravità e l’urgenza di una risposta concreta.
La pressione pubblica, unita alla necessità di affrontare un problema che affligge un’area strategica della città, ha spinto il sindaco a convocare una riunione allargata del Comitato per l’ordine pubblico, con la partecipazione della Procura.
Il sindaco Masci, nel corso di un incontro con i cittadini e i commercianti, ha ribadito la sua sensibilità verso le problematiche sollevate, anticipando la richiesta formale al prefetto.
Oltre alla convocazione del Comitato, è stata avanzata una specifica richiesta di instaurare un canale di dialogo diretto tra i rappresentanti della cittadinanza e l’organismo tecnico.
Questo passaggio, cruciale per comprendere le dinamiche sottostanti e raccogliere testimonianze dirette, mira a integrare le indagini giudiziarie con una prospettiva “dal basso”.
Il sindaco ha inoltre evidenziato come, nonostante gli sforzi finora compiuti dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale – operazioni, denunce, sequestri, arresti – il problema irrisolto rivela una radice più profonda.
Non si tratta solo di un’emergenza contingente, ma di un sintomo di una crisi di sicurezza percepita, che trascende la semplice repressione dei reati.
La persistenza del fenomeno suggerisce la necessità di un approccio multidisciplinare, che includa non solo misure di prevenzione e contrasto alla criminalità, ma anche interventi di riqualificazione urbana, promozione della legalità e rafforzamento del tessuto sociale.
In altre parole, è necessario affrontare le cause profonde che alimentano questo circolo vizioso di degrado e insicurezza, promuovendo un modello di sviluppo urbano sostenibile e inclusivo, che metta al centro la qualità della vita dei cittadini.

