Nel solenne contesto della cerimonia di giuramento del 231° corso allievi agenti, alla scuola per il controllo del territorio di Pescara, il Capo della Polizia di Stato, Vittorio Pisani, ha tracciato un imperativo etico di primaria importanza: un monito a coltivare, in ogni azione e decisione, il rispetto incondizionato della dignità umana.
Questa non è una raccomandazione, ma un pilastro fondante dell’esercizio delle funzioni di pubblica sicurezza, un dovere ineludibile, ancor più quando si interviene nelle vite di individui vulnerabili o che hanno trasgredito la legge.
L’esercizio dell’autorità, specialmente quando coinvolge restrizioni alla libertà personale e intrusioni nella sfera privata, richiede una consapevolezza profonda e un senso di responsabilità che trascende la semplice applicazione della norma.
Non si tratta di eseguire ordini, ma di interpretare il ruolo di custodi della legalità nel rispetto dei diritti inviolabili di ogni cittadino.
Ogni intervento, ogni procedimento, ogni decisione deve essere permeata da un’umanità che non può essere sacrificata sull’altare dell’efficienza o della rigidità procedurale.
Gli agenti, nel loro percorso professionale, si troveranno ad affrontare scenari complessi e spesso emotivamente intensi: lo smarrimento nei volti delle vittime, lo stupore, l’angoscia, la paura.
Momenti in cui l’empatia e la compassione si rivelano strumenti indispensabili per costruire fiducia e per offrire un senso di protezione a coloro che si trovano in una condizione di fragilità.
Non si tratta di accondiscendere a comportamenti illeciti, ma di comprendere le circostanze che li hanno generati, offrendo, ove possibile, un approccio orientato alla riabilitazione e all’inclusione sociale.
L’agente di polizia non è solo un esecutore di leggi, ma un punto di riferimento per la comunità, un mediatore tra l’individuo e lo Stato.
È un baluardo contro l’ingiustizia, un garante dei diritti fondamentali.
La sua azione deve essere guidata da un’etica improntata alla giustizia, alla trasparenza e al rispetto delle differenze, promuovendo una cultura della legalità che si fondi sulla solidarietà e sulla partecipazione attiva dei cittadini.
In questo senso, il giuramento pronunciato oggi rappresenta un impegno solenne a servire lo Stato e la collettività con onore, integrità e una profonda consapevolezza del proprio ruolo sociale.

