La recente ondata di polemiche sollevata dalle dichiarazioni del consigliere regionale Antonio Di Marco e del gruppo “RianimiAmo Bussi” in merito alla presunta chiusura della Rianimazione di Popoli necessita di un chiarimento formale e dettagliato.
La ASL di Pescara respinge con decisione queste affermazioni, definendole inaccurata e generatori di un allarme ingiustificato per la comunità.
La riorganizzazione del presidio di Popoli, con l’attivazione di una Terapia Intensiva Post-Operatoria (TIP), non rappresenta una decisione improvvisa o un peggioramento dell’offerta sanitaria locale.
Si tratta di un processo che si inserisce in una programmazione pluriennale, vincolata da normative regionali e nazionali.
La chiave di questa evoluzione risiede nel Decreto del Commissario ad acta n. 79 del 2016, derivante dal cosiddetto Decreto Lorenzin, che ha ridefinito la rete ospedaliera regionale, relegando la funzione di rianimazione – intesa come supporto vitale in emergenza-urgenza – agli ospedali di riferimento, denominati “hub”.
Questa impostazione è stata formalmente recepita nell’Atto Aziendale della ASL di Pescara, approvato nel 2018 sotto la direzione generale di Armando Mancini, durante il periodo di governo di centrosinistra, che non prevedeva la presenza di una Rianimazione a Popoli.
Tale decisione, lungi dall’essere un’incoerenza, si conformava pienamente alla programmazione sanitaria vigente all’epoca.
Successivamente, un percorso di riqualificazione dell’offerta assistenziale, unitamente a un confronto istituzionale, ha portato, nel 2023, alla riclassificazione del presidio di Popoli come Ospedale di Base.
Anche questa evoluzione, in linea con la normativa vigente a livello nazionale e regionale, non prevede la presenza di una Rianimazione, ma l’attivazione di una Terapia Intensiva Post-Operatoria, focalizzata sul supporto ai pazienti operati.
Lungi dall’essere una riduzione dei livelli di sicurezza o un depotenziamento dell’assistenza, l’attuale assetto organizzativo mira a rafforzare le attività chirurgiche e ottimizzare l’uso delle risorse disponibili.
L’attivazione di sale operatorie all’avanguardia, con un servizio di anestesia-rianimazione continuativo e la presenza di personale specializzato, 24 ore su 24, garantisce un monitoraggio costante dei pazienti e un intervento tempestivo in caso di necessità.
Inoltre, l’organizzazione consente tempi di risposta rapidi per le emergenze intraospedaliere e favorisce l’integrazione tra i diversi reparti.
La ASL di Pescara ribadisce che i pazienti affetti da patologie acute e gravi, come infarto, ictus, trauma maggiore, sepsi e insufficienza respiratoria, continuano ad essere indirizzati agli ospedali hub, secondo i protocolli regionali e nazionali, garantendo così un livello di cura specialistico e adeguato alla complessità clinica.
Per quanto riguarda i cittadini, si conferma la garanzia dei principi di accessibilità, sicurezza e continuità assistenziale.
L’obiettivo primario è fornire risposte sanitarie appropriate e sicure, evitando ricostruzioni allarmistiche e strumentali che non contribuiscono a un confronto costruttivo e responsabile sui servizi sanitari nelle aree interne.
Si invita pertanto a basarsi su dati reali e programmazioni ufficiali, piuttosto che su interpretazioni tendenziose, al fine di promuovere un dibattito informato e orientato al miglioramento della salute della comunità.

