Ricostruire Insieme: Missione sul Campo tra Innovazione e Resilienza

Il progetto “Missione sul campo” si configura come un’iniziativa pionieristica nel panorama della ricostruzione post-sisma, trascendendo la mera assistenza materiale per abbracciare una dimensione di apprendimento collaborativo e innovazione territoriale.
Nata da una ricerca accademica dell’architetto Giovangiuseppe Vannelli, affiliato alla Federico II di Napoli, l’iniziativa si articola in un laboratorio itinerante che fonde competenze italiane e francesi, creando un ponte tra l’esperienza diretta sul campo e le più avanzate pratiche internazionali.
L’esperienza, accolta con entusiasmo dalla sindaca di Sant’Eusanio Forconese, Deborah Visconti, presidente dell’Unione dei Comuni Montagna Aquilana, si distingue per la sua natura “accidentale”, un’occasione fortuita che ha saputo cogliere il sostegno dell’Usrc (Ufficio speciale ricostruzione Comuni del Cratere 2009) per ampliare la propria portata.

L’Unione dei Comuni, elemento chiave per la sua efficacia, rappresenta un modello di governance territoriale che permette di superare le limitazioni dei singoli enti, moltiplicando le risorse e le sinergie.

Il confronto, concretizzato presso il Convento di San Colombo a Barisciano, ha riunito studiosi, professionisti ed esperti, promuovendo un dialogo costruttivo attorno alle sfide e alle opportunità della ricostruzione.
Raffaello Fico, responsabile dell’Usrc, ha sottolineato l’importanza della coordinazione tra i diversi attori coinvolti, evidenziando come la ricostruzione materiale, pur essendo a uno stadio avanzato, debba essere affiancata da un’attenzione prioritaria alla ricostruzione sociale, intesa come reintegrazione delle comunità, ripristino del tessuto relazionale e promozione di un futuro sostenibile.

Il contributo del professor Mauro Dolce, presidente del Consorzio ReLuis, ha introdotto una riflessione cruciale: la necessità di integrare immediatamente le fasi di emergenza e ricostruzione, abbandonando la sequenza tradizionale.
Dolce ha espresso la convinzione che l’intervento post-terremoto debba mirare non solo alla riparazione degli edifici danneggiati, ma anche al loro miglioramento sismico, garantendo livelli di sicurezza superiori a quelli preesistenti e aprendo la strada a una riqualificazione profonda del patrimonio costruito.

La missione, attualmente in visita ad Amatrice (Rieti), si propone di analizzare da vicino le dinamiche di ricostruzione in uno dei territori più duramente colpiti, condividendo esperienze e generando nuove prospettive per un approccio olistico e partecipativo alla ricostruzione post-disastro, capace di coniugare efficienza, innovazione e resilienza sociale.
Il progetto, in definitiva, si configura come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, un esempio virtuoso di come la collaborazione internazionale e la ricerca accademica possano contribuire a costruire un futuro più sicuro e sostenibile per le comunità colpite da eventi sismici.

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