Il nono anniversario del crollo della struttura alberghiera di Rigopiano, una data che segna un abisso nella coscienza collettiva, chiama a un rinnovato atto di cordoglio e riflessione.
A nome mio e dell’intera comunità di Penne, estendo un abbraccio carico di commozione alle famiglie che hanno subito la perdita dei loro cari.
Il nostro comune, situato nelle immediate vicinanze di Farindola, ha condiviso quelle ore di angoscia con un dolore profondo e un senso di responsabilità morale.
La tragedia di Rigopiano non è semplicemente un evento del passato, ma un monito perpetuo, una cicatrice indelebile che continua a sanguinare nella memoria della nostra terra.
Il crollo non fu un destino ineluttabile, bensì il risultato di una concatenazione di negligenze, omissioni e un sistema di controlli carente che hanno permesso a un rischio evidente di persistere e concretizzarsi.
Oltre al dolore personale e familiare, Rigopiano ha colpito nel segno di una più ampia crisi di fiducia nelle istituzioni e nella capacità dello Stato di garantire la sicurezza dei cittadini.
La consapevolezza di questa fallibilità richiede un impegno costante a superare le inerzie burocratiche e le logiche di convenienza che troppo spesso prevalgono sulla salvaguardia della vita umana.
Il nostro dovere, oggi, è trasformare il ricordo delle vittime in azione concreta.
La prevenzione non deve essere un mero slogan, ma un principio guida che permea ogni livello dell’amministrazione pubblica e che coinvolge attivamente la cittadinanza.
È necessario rafforzare i controlli, promuovere la formazione del personale, incentivare l’innovazione tecnologica e, soprattutto, creare una cultura della sicurezza che metta al centro la responsabilità individuale e collettiva.
Non possiamo permettere che il sacrificio di coloro che hanno perso la vita a Rigopiano sia vanificato.
Il silenzio e il rispetto che oggi offriamo alle famiglie colpite sono solo il primo passo.
Dobbiamo tradurre questo sentimento in un impegno tangibile per costruire un futuro in cui tragedie come quella di Rigopiano non si ripetano mai più, garantendo che la memoria delle vittime sia un faro che illumina il cammino verso una società più giusta, sicura e responsabile.
Il ricordo di quelle vite spezzate ci impone un cambiamento profondo, un’evoluzione culturale che ponga la sicurezza al centro delle nostre priorità.








