Nove anni sono trascorsi dalla frana che inghiottì Rigopiano, eppure il senso di ingiustizia e il lutto restano vivi, impregnati in una comunità che fatica a trovare una chiusura definitiva.
La vicenda, dilaniata da complesse dinamiche legali e procedurali, sembra destinata a protrarsi, con la speranza di una sentenza che si scontra costantemente con la prospettiva di ulteriori gradi di giudizio.
Parole del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, pronunciate a margine della commemorazione, riflettono un dolore ancora troppo presente e una sensazione di incompiutezza.
La tragedia di Rigopiano non fu solo un evento catastrofico, ma un drammatico sintomo di fragilità sistemica, rivelando lacune profonde nella gestione del territorio e nella prevenzione dei rischi idrogeologici.
La ricostruzione non si è limitata alla riedificazione delle abitazioni distrutte, ma ha dovuto affrontare una radicale revisione delle pratiche di pianificazione e gestione delle emergenze.
Il presidente Marsilio sottolinea gli sforzi compiuti dalla Regione Abruzzo in questa direzione, evidenziando un cambio di paradigma rispetto al passato.
L’impegno si è concretizzato in azioni mirate a rafforzare la resilienza del territorio.
La mappatura dettagliata delle aree a rischio valanghe, un’iniziativa precedentemente trascurata, costituisce una pietra miliare nella prevenzione.
Parallelamente, si è investito nel potenziamento del sistema di Protezione Civile, non solo in termini di risorse umane e tecnologiche, ma anche attraverso una riorganizzazione strutturale.
La creazione di un’agenzia regionale dedicata alla Protezione Civile rappresenta un passo cruciale per garantire una risposta più rapida ed efficace in situazioni di emergenza, riducendo la dipendenza da strutture centrali e favorendo l’autonomia d’intervento a livello locale.
Tuttavia, la sfida non è solo tecnica o organizzativa.
La ricostruzione di Rigopiano e la sua rinascita passano anche attraverso la necessità di un profondo cambiamento culturale, che promuova una maggiore consapevolezza dei rischi ambientali e un rapporto più responsabile con il territorio.
La prevenzione non può essere relegata a un insieme di procedure burocratiche, ma deve diventare un valore condiviso, un impegno costante di ogni cittadino e di ogni istituzione.
Il ricordo delle vittime di Rigopiano deve quindi essere non solo un momento di commemorazione, ma anche un monito permanente, un invito all’azione per costruire un futuro più sicuro e resiliente.
L’eredità di quella tragedia risiede nella capacità di trasformare il dolore in progresso, l’ingiustizia in giustizia, la fragilità in forza.








