Ristoratore vs Influencer: Battaglia Legale per Danno d’Immagine

La disputa legale tra il ristoratore Alessandro Coscia e l’influencer Rita De Crescenzo si è aperta con una richiesta di risarcimento danni da ventimila euro, motivata da un presunto danno d’immagine e lesione della reputazione professionale.

La vicenda, che affonda le sue radici in un evento consumatosi il 31 dicembre 2022, ha generato un ampio dibattito pubblico, amplificato dal “caso Roccaraso” che ha contribuito a rendere celebre la De Crescenzo, con i suoi oltre due milioni di follower.
Il cuore della controversia risiede nella pubblicazione, da parte dell’influencer, di video sui propri canali social riguardanti un’esperienza culinaria presso l’Antica Neviera, ristorante all’epoca gestito da Coscia a Castel di Sangro.
Questi contenuti, percepiti dal ristoratore come denigratori, avrebbero insinuato l’esistenza di una cena forzata, caratterizzata da un presunto digiuno e un successivo, inopportuno, addebito del conto, sebbene De Crescenzo abbia sostenuto di essere stata invitata come ospite.

La difesa di Rita De Crescenzo, rappresentata dall’avvocato Alfonso Quarto, contesta l’accusa di diffamazione, definendo le pubblicazioni come semplici recensioni, analoghe a quelle rilasciate per altri esercizi commerciali.

L’avvocato sottolinea come la sua cliente non abbia inteso offendere, ma semplicemente esprimere un’opinione.
L’opposizione al decreto penale di condanna, inizialmente previsto, testimonia la volontà di tutelare il diritto di critica e di espressione, pilastri fondamentali in una società democratica.

Tuttavia, la prospettiva del ristoratore Alessandro Coscia, assistito dall’avvocata Gaetana Di Ianni, è diametralmente opposta.

L’avvocata denuncia l’ondata di messaggi offensivi e affermazioni false che il suo assistito avrebbe subito a seguito delle pubblicazioni dell’influencer.
Una narrazione inaccettabile, poiché la presunta “cena forzata” e il “digiuno” sarebbero circostanze inventate.

Si evidenzia inoltre come l’invito non fosse stato un atto di ospitalità, bensì il risultato di una raccomandazione, dato che il locale era già al completo.

Le conseguenze di queste denunce, secondo la controparte, si sono concretizzate in un declino economico dell’attività, culminato nella chiusura e nel trasferimento del titolare.

La famiglia De Crescenzo, con sei membri designati a testimoniare in difesa, si propone di offrire una versione dei fatti coerente con la visione della cliente.

La presenza di Salvatore Bianco, marito dell’influencer, e Rosario, figlio, rafforza l’importanza della sfera familiare nel contesto legale.
La data del 23 aprile 2026 segna un appuntamento cruciale: l’udienza in cui saranno ascoltati i quattro testimoni designati dall’accusa, tutti dipendenti del ristorante presenti nella fatidica serata.
La partecipazione di Rita De Crescenzo, chiamata a rendere dichiarazioni spontanee, suggella l’importanza del confronto diretto e della ricostruzione degli eventi.
La vicenda, lungi dall’essere un mero contenzioso economico, si configura come un caso emblematico che interseca temi di libertà di espressione, diritto alla critica, responsabilità digitale e impatto delle piattaforme social sulla reputazione professionale.
L’esito giudiziale potrebbe delineare nuovi confini nella delicata relazione tra influencer, aziende e consumatori nell’era digitale.

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