La gestione del Servizio Sanitario Regionale in Abruzzo sta affrontando una fase di profonda revisione, come evidenziato dalla recente Relazione alla Camera sulla gestione stessa, elaborata dalla Corte dei Conti per gli esercizi finanziari 2023-2024.
Il quadro che emerge è quello di una Regione, l’unica in rientro dai piani di risanamento, che presenta una tendenza inversiva rispetto agli obiettivi prefissati, sollevando serie preoccupazioni circa la sostenibilità del sistema e richiedendo un intervento urgente e mirato sulla governance e sulla gestione delle risorse.
I Tavoli Tecnici, nel corso delle riunioni di aprile e maggio 2025, hanno quantificato il disavanzo accumulato a 112,9 milioni di euro, un dato allarmante che si somma a criticità assistenziali già rilevate, determinando una valutazione negativa sull’attuazione del Piano di Risanamento per il 2024.
Questa situazione riflette un deficit di controllo e di visione strategica nella gestione del Servizio Sanitario Regionale (SSR), mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica e la stabilità finanziaria del sistema.
Per fronteggiare l’emergenza finanziaria, i Tavoli Tecnici hanno formulato una richiesta cruciale: il ripristino delle aliquote fiscali regionali massime per l’Irpef e l’Irap.
Tale misura si presenta come un palliativo necessario per compensare le perdite di gettito e ripristinare un equilibrio finanziario primario.
Parallelamente, è stata avanzata la proposta di destinare l’intero gettito fiscale regionale all’ammontare del disavanzo sanitario massimo registrato nel triennio 2022-2024, a partire dall’esercizio 2025, con copertura finanziaria attraverso un incremento dei gettiti dell’anno di imposta 2026.
Questa soluzione, pur controversa, mira a garantire la copertura immediata del deficit e a scongiurare ulteriori aggravi per il sistema.
L’analisi dettagliata dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rivela un quadro disomogeneo.
L’area della Prevenzione, fondamentale per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie, permane al di sotto delle soglie minime di adempienza, nonostante un lieve miglioramento rispetto al 2022.
Ancora più critica è la situazione dell’area Distrettuale, che registra un significativo decremento rispetto al 2022, compromettendo l’efficacia dell’assistenza territoriale e la prossimità dei servizi ai cittadini.
A fronte di queste criticità, l’area ospedaliera dimostra un andamento positivo, collocandosi nell’intervallo di adempienza e segnalando un miglioramento costante, suggerendo un focus più efficace nella gestione delle risorse dedicate all’assistenza specialistica.
Un ulteriore elemento di preoccupazione è rappresentato dai ritardi nei pagamenti.
Nel corso del 2024, il 39% dei pagamenti è stato effettuato oltre i termini di legge, un dato in peggioramento rispetto al 34% del 2023.
Questo ritardo incide negativamente sulla liquidità di strutture sanitarie pubbliche e private, compromettendo la loro capacità di erogare servizi e di sostenere il personale.
L’indice di tempestività dei pagamenti, con un valore medio di +8 giorni, risente di questo trend negativo, evidenziando ritardi particolarmente marcati nelle ASL di Pescara e Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
La mancata approvazione del Programma Operativo 2024-2026, ripetutamente sollecitata, costituisce un altro sintomo di una gestione carente e di una mancanza di pianificazione strategica.
Il protrarsi di questo ritardo impone, inevitabilmente, un aggiornamento del Programma Operativo anche per le annualità 2025-2027, a testimonianza di una situazione di profonda incertezza e di una difficoltà strutturale nel definire obiettivi e priorità per il Servizio Sanitario Regionale.
La Relazione della Corte dei Conti suggerisce una profonda riflessione sulla governance del SSR abruzzese, con l’obiettivo di ripristinare la fiducia dei cittadini e di garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo.

