Sant’Eusanio Forconese: Laboratorio per la Ricostruzione Post-Sismica

Sant’Eusanio Forconese, un piccolo borgo abruzzese marchiato dalla memoria sismica, si configura sempre più come un eccezionale banco di prova per approcci innovativi nella ricostruzione post-disastro.
L’appuntamento di ‘Missione sul Campo’, dal 18 al 20 settembre, incarna questo impegno, trasformando il paese in un punto di convergenza tra competenze accademiche, ricerca avanzata e pratiche consolidate provenienti da Italia, Francia e Belgio.

L’iniziativa, un tessuto complesso intessuto dalla cooperazione tra Afps, Afpcnt, Usrc, il Comune di Sant’Eusanio Forconese, l’Università Federico II di Napoli, il progetto Grins-PE9 e il consorzio ReLuis, mira a catalizzare la condivisione di conoscenze cruciali in ambiti che spaziano dalla prevenzione del rischio sismico alla gestione dell’emergenza e alla rigenerazione urbana sostenibile.

Il programma non si limita a una mera discussione teorica.
Prevede un itinerario strutturato, che include una visita approfondita all’Aquila, il cuore pulsante del territorio colpito, e sopralluoghi mirati in altri comuni del cratere sismico, offrendo una visione d’insieme delle sfide e delle soluzioni implementate.
Il fulcro dell’evento è rappresentato da una tavola rotonda di alto livello, ospitata nel suggestivo Monastero di San Colombo a Barisciano, un luogo intriso di storia che si apre al dibattito sul futuro del territorio.

La missione si conclude ad Amatrice, un altro comune martoriato dal terremoto, simboleggiando la continuità dell’impegno e della solidarietà.
L’aspetto più significativo emerso durante la preparazione dell’evento è la notevole capacità della comunità locale di Sant’Eusanio Forconese di metabolizzare l’esperienza traumatica del terremoto, trasformando il dolore e la perdita in un patrimonio di conoscenza e buone pratiche.
Questa resilienza e proattività sono state alimentate e supportate da un’azione amministrativa lungimirante e collaborativa.
Giovangiuseppe Vannelli, architetto e ricercatore dell’Università Federico II di Napoli, sottolinea con particolare enfasi il ruolo determinante del sindaco Deborah Visconti e dell’ingegner Raffaello Fico dell’Usrc, descrivendoli come interlocutori eccezionali, capaci di favorire un’apertura incondizionata del territorio alla ricerca scientifica e alla collaborazione internazionale.

Questa sinergia tra competenza accademica, impegno civile e iniziativa pubblica si configura come un modello virtuoso, capace di ispirare e guidare gli interventi di ricostruzione e riqualificazione in altre aree fragili e vulnerabili, non solo in Italia, ma anche a livello globale, promuovendo un approccio olistico e partecipativo che mette al centro le persone e il loro benessere.

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