Questa mattina, a Giulianova, il Presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, ha espresso il proprio sostegno ai dipendenti della Tua, la società regionale di trasporto pubblico, impegnati in uno sciopero generalizzato.
L’incontro ha rappresentato un’occasione per ascoltare direttamente le loro preoccupazioni e ribadire un disagio profondamente radicato nella gestione strategica del sistema di mobilità regionale.
Le proteste dei lavoratori non sono un mero atto sindacale, ma il sintomo di una crisi di sistema che affligge la Regione Abruzzo.
Un’analisi oggettiva rivela un quadro allarmante: la pianificazione a lungo termine appare frammentata, priva di una visione unitaria e consequenziale.
Le scelte operative attuali si configurano come interventi emergenziali, palliativi che raschiano il fondo di risorse già limitate, senza un’attenta valutazione dell’impatto sulle comunità e sulle fasce più vulnerabili della popolazione.
Il trasporto pubblico, fulcro essenziale per la connettività territoriale e l’accessibilità dei servizi, si trova ora al centro di questa spirale negativa.
I tagli indiscriminati penalizzano in modo sproporzionato le aree interne, spesso isolate e dipendenti da questo servizio vitale, mettendo a rischio l’autonomia e le opportunità di sviluppo di intere comunità.
I lavoratori pendolari, elemento chiave nell’economia regionale, si vedono privati di un servizio efficiente e affidabile, mentre i dipendenti della Tua subiscono direttamente le conseguenze di una gestione incerta e precaria.
La compromissione della qualità del servizio non è un mero inconveniente, ma una seria minaccia al futuro di un’azienda pubblica di primaria importanza per l’Abruzzo.
Un sistema di trasporto pubblico efficiente non è solo un servizio, ma un investimento strategico per lo sviluppo economico, sociale e ambientale del territorio.
La sua sopravvivenza richiede una visione lungimirante, una governance responsabile e una distribuzione equa delle risorse, orientata a garantire la sostenibilità e l’accessibilità per tutti i cittadini.
Il presente sciopero è un campanello d’allarme che la Regione non può più ignorare, un invito urgente a ripensare radicalmente il modello di trasporto pubblico e a investire nel futuro della mobilità abruzzese.






