Il dibattito sulla ripartizione dei costi dei servizi sociali e sociosanitari nel Comune dell’Aquila si riaccende, sollevando interrogativi cruciali sull’equità, l’accessibilità e la sostenibilità del sistema di welfare locale.
L’Assessore alle Politiche Sociali, Manuela Tursini, presenta il regolamento comunale come un atto di necessaria conformità alla Direttiva Regionale 434/2023, sottolineando l’intento di garantire una compartecipazione proporzionale alle reali capacità economiche di ciascuna famiglia.
Il regolamento, come delineato, stabilisce una soglia massima di compartecipazione al costo dei servizi pari al 30%, un valore che, seppur limitato, si inserisce in un contesto più ampio in cui in altre realtà la compartecipazione può raggiungere l’intero costo del servizio.
Un elemento chiave è la salvaguardia dell’accesso gratuito ai servizi per le famiglie con ISEE fino a 8.000 euro, un criterio che mira a tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione.
Per le famiglie con ISEE compresi tra 8.000 e 36.000 euro, la compartecipazione aumenta progressivamente secondo una scala lineare, sempre nel rispetto del limite massimo del 30%, che rimane invariato anche per ISEE superiori a 36.000 euro.
Tuttavia, l’assessore Tursini pone l’accento su una lista di interventi considerati essenziali e pertanto esenti da compartecipazione, indipendentemente dal reddito: si tratta di servizi cruciali per lo sviluppo infantile e adolescenziale, l’assistenza educativa domiciliare, l’accoglienza residenziale e semiresidenziale, gli incontri protetti e l’assistenza specialistica a favore di alunni con disabilità, mirata a promuovere l’autonomia e la comunicazione.
L’introduzione di questa compartecipazione, benché pensata come un’azione equilibrata, suscita forti riserve da parte del consigliere Paolo Romano, esponente de “L’Aquila Nuova”.
Romano esprime preoccupazione per l’impatto finanziario che questi aumenti potrebbero avere sui nuclei familiari con ISEE superiori a 8.000 euro, in particolare su quelli che si prendono cura di anziani o persone affette da patologie.
Il consigliere sottolinea come la normativa regionale preveda la possibilità di coprire, in parte o totalmente, la quota a carico dell’utente, attraverso l’utilizzo di risorse specifiche, nel rispetto della solidità finanziaria del Comune.
In questo senso, Romano sollecita un’approfondita discussione in Consiglio comunale, al fine di valutare alternative e mitigare gli effetti negativi sui cittadini.
La questione apre un ampio dibattito sulle modalità di finanziamento dei servizi sociali e sulla necessità di bilanciare l’equità nell’accesso con la sostenibilità economica del sistema.
La discussione solleva interrogativi fondamentali: quale sia il giusto livello di compartecipazione per garantire la copertura dei costi senza compromettere l’accesso ai servizi? Come si possa ottimizzare l’utilizzo delle risorse regionali per alleviare il peso economico sulle famiglie? E, in ultima analisi, come si possa costruire un sistema di welfare che sia al tempo stesso giusto, efficiente e sostenibile per il futuro dell’Aquila? Il confronto in Consiglio comunale si preannuncia quindi cruciale per definire le linee guida di una politica sociale che sappia rispondere alle esigenze di tutti i cittadini.

