Sicurezza e benessere del personale sanitario: tavolo istituzionale a Teramo

La sicurezza e il benessere del personale sanitario operante nella casa di pena circondariale “Castrogno” di Teramo hanno costituito il fulcro di un tavolo di confronto istituzionale, convocato presso la Prefettura.

L’iniziativa, promossa dall’ASL di Teramo e coordinata dal Prefetto, mira a definire strategie concrete per rafforzare le misure di protezione rivolte ai professionisti impegnati nell’assistenza medica all’interno della struttura detentiva.

L’incontro, che ha visto la partecipazione di figure chiave provenienti da diverse istituzioni, ha evidenziato una crescente preoccupazione per le sfide che i medici, infermieri e altri operatori sanitari affrontano quotidianamente.

Oltre al Prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, e ai viceprefetti Alberto Di Gaetano e Simona Leogrande, erano presenti Maurizio Brucchi, Direttore Sanitario dell’ASL, Franco Paolini, Direttore della UOC Medicina Penitenziaria, Maria Luisa Ianni, Dirigente delle Professioni Sanitarie, la Direttrice del carcere Maria Lucia Avantaggiato e Francesco Scarangella, Vicecomandante della Polizia Penitenziaria.
L’analisi delle criticità emerse ha superato una mera constatazione delle problematiche, addentrandosi nelle dinamiche che ne sono alla base.
La discussione ha considerato non solo i rischi derivanti da possibili aggressioni o imprevisti clinici, ma anche l’impatto psicologico e l’esaurimento professionale (burnout) che spesso colpiscono chi opera in contesti delicati come quello carcerario.

Si è valutato come la natura stessa dell’ambiente detentivo, caratterizzata da situazioni di vulnerabilità, disagio e a volte conflitto, possa generare stress e aumentare il rischio di incidenti.

Le strategie in studio non si limitano a incrementare la presenza fisica di personale di sicurezza o a fornire equipaggiamento di protezione individuale.
Si sta valutando un approccio più ampio, che includa la formazione specifica del personale sanitario in tema di gestione della conflittualità, tecniche di comunicazione efficace e protocolli di sicurezza avanzati.
Si contempla inoltre la possibilità di implementare un sistema di supporto psicologico dedicato agli operatori, volto a prevenire e contrastare il burnout e a promuovere il benessere individuale e di team.

Riconoscendo l’importanza di una visione condivisa e di un’esperienza diretta delle reali condizioni operative, il Prefetto Stelo ha proposto di riprendere il confronto in un secondo tavolo di lavoro, da svolgersi direttamente all’interno della casa di pena circondariale.

Questo permetterà di osservare in prima persona le criticità e di definire soluzioni più mirate e sostenibili, basate su un’analisi approfondita del contesto operativo e sulla collaborazione attiva di tutti gli attori coinvolti.
L’obiettivo finale è garantire un ambiente di lavoro sicuro, dignitoso e stimolante per il personale sanitario, che svolge un ruolo cruciale nel garantire il diritto alla salute dei detenuti e nel contribuire al processo di reinserimento sociale.

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