Teramo, contestata la presenza di Leonardo: studenti in protesta

Un cordone di attivisti di Casa del Popolo ha interrotto oggi il panorama del campus universitario di Teramo, nel quartiere di Colleparco, dando vita a una vibrante protesta.

L’obiettivo: contestare l’associazione, percepita come compromettente, tra l’istituzione accademica e figure apicali legate a settori industriali controversi.
L’evento, il Premio sulla Salute Unica (One Health Award), ospitato dall’Istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise, aveva previsto la partecipazione di Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo, e Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or.
L’assenza dei due, preannunciata, non ha tuttavia placato l’intensità del presidio.

Il corteo, composto da circa cinquanta persone, ha animato il quartiere con striscioni incisivi e cori gridati, esprimendo un profondo disagio nei confronti delle politiche governative e, in particolare, nei confronti dell’Università degli Studi di Teramo (UniTe).
La retorica della protesta si è concentrata su un tema cruciale: la necessità di mantenere la sfera accademica libera da influenze esterne, soprattutto quando queste derivano da industrie, come quella bellica, gravate da accuse di complicità in conflitti internazionali.
“Fuori l’industria bellica dalle università” e “Leonardo fuori dai luoghi del sapere” sono stati i messaggi più ripetuti, materializzati su cartelli sventolati con determinazione.

La contestazione si è focalizzata sulla figura del manager Leonardo, accusato di fornire armamenti a Israele, alimentando un conflitto che, a loro avviso, viola i principi etici che dovrebbero guidare un’istituzione formativa come l’università.

Oltre alla critica diretta all’azienda e ai suoi dirigenti, la protesta ha sollevato un dibattito più ampio sulla responsabilità sociale delle università e sul loro ruolo nella società contemporanea.

Si è sottolineata l’importanza di una visione critica e indipendente, capace di analizzare le implicazioni etiche delle collaborazioni tra il mondo accademico e il settore privato, soprattutto quando quest’ultimo è coinvolto in attività controverse.

L’azione di Casa del Popolo si configura dunque come un monito a preservare l’integrità del sapere e a garantire che la ricerca e l’insegnamento siano guidati da valori di pace, giustizia sociale e rispetto dei diritti umani.

Non si sono verificate interruzioni o incidenti durante i lavori del simposio internazionale, che si svolgevano a breve distanza dal presidio.

Tuttavia, l’evento ha lasciato aperta una ferita e ha acceso un confronto necessario sul rapporto tra istituzioni accademiche, potere economico e responsabilità sociale.

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