La polvere del deserto saudita si è depositata sui sogni e sulla tenacia dei fratelli Silvio e Tito Totani, giunti al termine della Dakar 2026 a Yanbu, coronando la loro quinta partecipazione a questa leggendaria sfida.
L’avventura, percorsa al volante di “MonnaLisa”, la loro affidabile vettura schierata con il team MDRallye, si è rivelata un percorso arduo, un’odissea segnata da quasi due settimane di competizione estenuante, dove la linea tra il successo e il fallimento era spesso sottile come un granello di sabbia.
Questa edizione della Dakar si è presentata come un’ascesa continua, una battaglia incessante contro avversari agguerriti e contro le implacabili condizioni ambientali.
Partire spesso nelle posizioni di ripiego, a causa dei risultati delle tappe precedenti, ha imposto una strategia di resilienza e una gestione meticolosa delle risorse, amplificando la difficoltà intrinseca del rally raid.
La densa coltre di polvere, spesso sollevata dalle vetture che li precedevano, ha rappresentato un nemico invisibile, compromettendo la visibilità e rendendo ogni tratto di pista una sfida di abilità e di pazienza.
Le iconiche dune, promesse di spettacolarità e di adrenalina, si sono materializzate solamente in poche, fugaci tappe, lasciando il passo a un paesaggio ostile fatto di rocce, ghiaia e piste impetuose.
La speciale conclusiva a Yanbu, a dispetto della sua apparente semplicità, si è trasformata in un teatro di emozioni contrastanti.
Tito Totani descrive una scena caotica, un’anomalia in un contesto già di per sé estremo: una frenesia di clacson, manovre azzardate e contatti inaspettati, aggravati da una presenza anomala di acqua ai lati del percorso.
In un contesto simile, la scelta di preservare la vettura e di concentrarsi sull’obiettivo primario, il raggiungimento del traguardo, si è rivelata la decisione più saggia, una dimostrazione di maturità e di consapevolezza.
L’ottantunesimo posto nella speciale conclusiva non deve oscurare il valore del percorso compiuto.
La classifica generale, che li posiziona all’ottantesimo posto su tutte le classi, e il quarantacinquesimo posto tra le vetture “Ultimate”, testimoniano una performance solida e costante, frutto di un lavoro di squadra impeccabile e di una preparazione atletica rigorosa.
Il settimo posto nella classifica dei veicoli a due ruote motrici rappresenta un ulteriore riconoscimento del valore della loro vettura e delle loro capacità di guida.
Il successo dei Totani si lega strettamente al merito dell’intero team MDRallye, che ha visto tutte le vetture schierate raggiungere il traguardo, un risultato di prestigio che sottolinea la professionalità e l’affidabilità dell’organizzazione francese.
La salita sul palco di Yanbu, sotto i riflettori della premiazione finale, ha sancito il compimento di un sogno, coronando una Dakar 2026 che, nonostante le difficoltà, si è rivelata un’esperienza formativa e gratificante.
La polvere del deserto, ora, può essere spazzata via, lasciando spazio alla consapevolezza di aver affrontato una sfida leggendaria con coraggio, determinazione e spirito di squadra.








