La voce profonda del violoncello celebra un secolo di musica aquilanaLa Società Aquilana dei Concerti inaugura l’80° anno di attività con un evento di straordinaria intensità artistica: un concerto per due violoncelli, domenica 12 ottobre al Ridotto del teatro comunale, che incarna l’evoluzione di una prestigiosa istituzione e guarda al futuro.
L’appuntamento, che coincide con la crescente rilevanza culturale dell’Aquila in vista del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026, si configura come un atto di profonda riflessione e rinnovamento.
Mario Brunello e Giovanni Sollima, due figure di spicco nel panorama internazionale del violoncello, si riuniscono in un dialogo musicale che trascende i confini tra tradizione e innovazione.
Non si tratta semplicemente di un concerto, ma di un’esperienza immersiva, un’esplorazione del linguaggio espressivo del violoncello che spazia dalle radici classiche alle sperimentazioni contemporanee.
La presenza di due virtuosi di tale calibro sottolinea l’impegno della Società Aquilana dei Concerti nel promuovere interpreti di assoluto valore, garantendo al pubblico aquilano un’offerta culturale di eccellenza.
Il concerto inaugurale acquista un significato ancora più profondo con la prima assoluta di “Dove finisce l’erba”, un’opera originale per due violoncelli composta da Giovanni Sollima su commissione della Società.
L’ispirazione nasce da una poesia di Giorgio Caproni, un testo denso di simbolismo che evoca la fragilità dell’amore, la desolazione della perdita e la resilienza dello spirito umano.
Il brano, più che una semplice composizione musicale, è una riflessione sul ciclo di distruzione e rigenerazione, una risposta coraggiosa di fronte all’oscurità del mondo.
Sollima descrive la sua opera come un percorso “ritmico e sciamanico”, dove le voci interiori si manifestano attraverso echi e risonanze, un modo per mantenere viva la fiamma della speranza e la forza di lottare.
Il programma non si limita alla prima assoluta, ma presenta un ricco mosaico di suggestioni musicali.
L’intimità delle miniature di Valentyn Sil’vestrov, la profondità dei tributi a Schumann e Tchaikovsky, il virtuosismo del raro duetto di Offenbach, e la contemplativa malinconia di “Lux aeterna” di Alexander Knaifel, creano un percorso emotivo di grande impatto.
Ogni brano, scelto con cura, contribuisce a definire un’identità sonora unica, capace di emozionare e stimolare la riflessione.
Questo concerto inaugurale non è solo un evento musicale, ma un simbolo dell’impegno della Società Aquilana dei Concerti nel celebrare il proprio passato, accogliere il presente e costruire un futuro di eccellenza culturale per l’Aquila e il suo territorio.
Un futuro in cui la voce profonda del violoncello continua a risuonare, portando con sé storie, emozioni e la promessa di nuove, intense esperienze artistiche.

