Nell’entroterra abruzzese, a Villalago, un borgo sospeso tra l’armonia della natura e la resilienza delle tradizioni montane, si è recentemente tenuto un incontro che ha acceso un dibattito significativo sul ruolo della sovranità e dell’autonomia nel preservare l’identità culturale e la gestione del territorio.
Il senatore della Lega, Claudio Borghi Aquilini, presentando il suo libro “Vent’anni di sovranismo.
Dall’euro a Trump”, ha offerto una riflessione sulle dinamiche che animano le comunità isolate, dove il concetto di sovranità assume un valore di protezione nei confronti di una fragilità culturale e identitaria.
Lontano dalle luci della politica nazionale, Villalago rappresenta un microcosmo dove il rapporto tra uomo e natura è intessuto di secoli di convivenza.
La presenza di cervi e cerbiatti, un tempo condivisa pacificamente con l’iconica orsa Amarena, simbolo di un ecosistema unico, incarna la necessità di un approccio attento e rispettoso della biodiversità.
La tragica fine di Amarena, uccisa a San Benedetto dei Marsi, ha lasciato un segno profondo, evidenziando la delicatezza degli equilibri ecologici e la necessità di politiche di gestione della fauna selvatica basate su una visione condivisa e sostenibile.
Borghi ha sottolineato come l’autonomia amministrativa, se accompagnata da una governance responsabile e attenta alle specificità locali, possa generare modelli di sviluppo virtuosi.
L’esempio del Trentino, con la sua autonomia differenziata, rappresenta un punto di riferimento per la regione abruzzese, illustrando come la gestione locale delle risorse e delle competenze possa favorire la crescita economica e la tutela del patrimonio culturale.
Durante l’incontro, un aneddoto curioso ha visto il senatore circondato da cervi e cerbiatti, un momento che ha catturato l’attenzione dei presenti e ha sottolineato il legame profondo tra l’uomo e l’ambiente montano.
Alla domanda su un possibile emulazione della politica trentina in Abruzzo, Borghi ha espresso una visione pragmatica, sottolineando il diritto di ogni regione di definire autonomamente le proprie strategie di gestione della fauna selvatica, a condizione che la decisione sia presa localmente e nel rispetto delle comunità coinvolte.
La sua affermazione, “l’orso bruno marsicano è buono”, non è solo un commento sul carattere pacifico dell’animale, ma anche una metafora della necessità di superare pregiudizi e paure, promuovendo un approccio basato sulla conoscenza e sulla collaborazione.
L’incontro a Villalago ha offerto uno spunto di riflessione sul ruolo della politica locale nella tutela dell’identità, della cultura e della biodiversità, invitando a un ripensamento delle politiche di sviluppo che tengano conto delle peculiarità e delle esigenze delle comunità montane, valorizzando il loro patrimonio culturale e naturale come elementi fondamentali per un futuro sostenibile.
La sovranità, in questo contesto, non si configura come un mero strumento di potere, ma come un’opportunità per affermare l’autonomia decisionale delle comunità locali e per costruire un modello di sviluppo più equo e rispettoso dell’ambiente.