Vocabolario delle Aree Interne: 100 Parole per l’Uguaglianza.

Il “Vocabolario delle aree interne.
100 parole per l’uguaglianza dei territori”, un’opera che si distingue al “Premio nazionale di letteratura naturalistica Parco Majella”, incarna un’indagine profonda e corale sulla realtà delle zone marginali italiane.
Questo riconoscimento, giunto alla 28ª edizione del prestigioso concorso conclusosi ad Abbateggio, non è semplicemente un premio letterario, ma un atto di consapevolezza sull’importanza cruciale di queste aree spesso dimenticate.
Il lavoro, frutto della meticolosa cura di Nicholas Tomeo, dottorando presso il Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università del Molise, si configura come un progetto multidisciplinare che trascende i confini della mera letteratura.

Si tratta di un’esplorazione linguistica e concettuale che mira a restituire dignità e visibilità a territori segnati da sfide complesse: spopolamento, declino demografico, fragilità infrastrutturale, perdita di identità culturale.
La prefazione del professor Rossano Pazzagli, luminare dell’Università del Molise, introduce il lettore in un percorso affascinante, guidato da un’équipe di oltre sessanta contributori eterogenei: accademici, ricercatori, giovani dottorandi, giornalisti impegnati, amministratori locali, narratori sensibili.
Questa pluralità di voci e prospettive arricchisce il “Vocabolario”, elevandolo a strumento di comprensione collettiva e di stimolo all’azione.
L’opera non si limita a descrivere la condizione attuale delle aree interne, ma ambisce a delineare un percorso di rigenerazione.

Attraverso cento parole accuratamente scelte, il libro invita a riflettere sul ruolo strategico delle comunità locali, custodi di saperi ancestrali e di tradizioni uniche.

La memoria storica, intesa come patrimonio inestimabile, si intreccia con la valorizzazione del patrimonio materiale – paesaggi, architetture, prodotti tipici – e immateriale – folklore, artigianato, gastronomia – come leve fondamentali per la rivitalizzazione economica e sociale.
Il riconoscimento ottenuto dall’Unimol non solo celebra la qualità della ricerca universitaria e l’impegno dell’Ateneo, ma sottolinea l’urgenza di un cambio di paradigma: abbandonare la logica della centralizzazione e concentrazione, per abbracciare una visione olistica che riconosca il valore intrinseco di ogni territorio, la sua capacità di innovare e contribuire alla crescita complessiva del Paese.
Il “Vocabolario” si erge, quindi, a monito e a promessa: un invito a riscoprire le radici, a coltivare il futuro, a costruire un’Italia più equa e sostenibile, dove nessuno sia lasciato indietro.

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