Il 17 gennaio a Campobasso, data consacrata dalla fede e dalla tradizione, si rinnova un rituale secolare che sancisce l’imminenza del Carnevale e celebra Sant’Antonio Abate.
Un evento profondamente radicato nell’identità campobassana, più che una semplice festa, è un momento di aggregazione che coinvolge l’intera comunità, un’occasione per riscoprire le proprie radici e condividere valori di pace e speranza.
L’edizione 2026, intitolata “Coraggio.
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si alza il fuoco della pace”, si preannuncia particolarmente significativa.
Il falò, elemento centrale della celebrazione, non è solo un rogo simbolico, ma una fiamma che incarna la resilienza, la forza di superare le sfide e la volontà di costruire un futuro migliore.
È un atto di fede nella capacità dell’umanità di rigenerarsi, di trasformare le difficoltà in opportunità e di illuminare il cammino con la luce della speranza.
La giornata avrà inizio con l’accensione del fuoco alle 9:30, un momento di intensa partecipazione emotiva che segnerà l’inizio delle celebrazioni.
A mezzogiorno, la tradizionale benedizione degli animali, gesto di profonda simbologia che rinsalda il legame tra l’uomo e il creato, sottolineando il rispetto per ogni forma di vita e l’importanza della connessione con la natura.
Il pomeriggio sarà animato da una suggestiva processione che attraverserà le vie del quartiere, un percorso che evoca la storia e le tradizioni locali, offrendo una visione tangibile del tessuto sociale campobassano.
Alle ore 18, l’arcivescovo Biagio Colaianni presiederà una solenne messa, un momento di riflessione spirituale e di preghiera per la comunità.
La celebrazione culminerà alle ore 20:30 con lo spettacolo musicale “Ulesse areturna’ a Sant’Antuone”, un’opera originale curata da Nicola Mastropaolo che quest’anno vedrà l’aggiunta dell’artista abruzzese Nduccio, portando una ventata di freschezza e innovazione all’evento.
La musica, in questo contesto, non è semplice intrattenimento, ma un linguaggio universale capace di trascendere le barriere culturali e di connettere le persone in un’esperienza condivisa.
Completando il quadro festoso, stand gastronomici offriranno una vasta selezione di pietanze locali, un’occasione per gustare i sapori autentici del territorio e per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Questa festa, più che una mera ricorrenza, è un patrimonio immateriale da custodire e tramandare alle future generazioni, un simbolo della capacità di Campobasso di mantenere vive le proprie tradizioni e di accogliere il cambiamento con coraggio e speranza.








