Il ritorno dei treni in Molise si è concretizzato in una celebrazione popolare, un evento che trascende la semplice riapertura di una linea ferroviaria per assumere il valore di un simbolo di ripartenza e di connessione per un territorio storicamente segnato da una complessa geografia e da una relativa isolamento.
L’elettrificazione della tratta Isernia-Bojano, coronata ieri sera con il primo convoglio elettrico a solcare il percorso, ha suscitato un’ondata di entusiasmo palpabile, manifestata attraverso un tripudio di luci, musica e colori.
A Isernia, famiglie intere, alcune con bambini che avevano mai sperimentato il viaggio su rotaia, hanno partecipato con rinnovato interesse alla ripresa del servizio.
L’apice della celebrazione si è consumato a Carpinone, un comune dal profondo legame con la sua stazione ferroviaria.
La comunità, unita dall’amministrazione locale, dalla Pro Loco e dalle espressioni artistiche del territorio – la banda musicale e il gruppo folk – ha accolto il treno con una cerimonia sentita.
L’esplosione di fuochi d’artificio, i vessilli tricolore sventolati dai più piccoli e le note vibranti della banda hanno creato un’atmosfera di festa indimenticabile.
Il sindaco Pasquale Colitti ha sottolineato l’importanza storica della stazione di Carpinone, un tempo cruciale per il collegamento tra il nord e il sud Italia, un vero e proprio nodo strategico per l’accesso a città come Roma e Napoli, nonché per la mobilità verso la costa molisana e l’Abruzzo.
La stazione, per oltre un secolo, ha rappresentato un’arteria vitale per lo sviluppo economico e sociale della regione, un ponte verso il mondo esterno.
Il completamento dell’elettrificazione, sebbene limitato a Bojano, segna una tappa fondamentale, trasformando quest’ultimo centro in un nuovo polo di riferimento per il sistema ferroviario molisano.
Tuttavia, la piena riconnessione al capoluogo Campobasso, la cui stazione è rimasta chiusa per sei anni, rimane un obiettivo futuro, la cui realizzazione dipenderà dai tempi necessari per i lavori residui.
Accanto alla gioia di Carpinone, emergono, però, disagi e frustrazioni.
A Venafro, la situazione dei pendolari, soprattutto studenti, è tutt’altro che rosea.
La corsa sostitutiva con autobus, richiesta tramite petizione, ha subito ritardi significativi, evidenziando la precarietà del servizio e la difficoltà di garantire una mobilità efficiente e coerente con le esigenze della comunità scolastica.
La situazione, pertanto, riflette la complessità di un processo di riqualificazione infrastrutturale che, pur portando con sé la promessa di un futuro più connesso, deve ancora affrontare numerose sfide per garantire un servizio ferroviario adeguato e inclusivo per l’intera regione molisana.
La festa, quindi, si tinge di un’ombra di attesa, di speranza in un completamento che restituisca alla comunità la piena fruibilità della rete ferroviaria, superando le attuali disomogeneità e garantendo una reale opportunità di sviluppo e di legame sociale.

