Domenica 18 gennaio, alle ore 11, il cuore pulsante dell’Aquila, Piazza Duomo, si animerà di una manifestazione di profonda risonanza emotiva e politica.
L’evento, promosso da una collettività di iraniani residenti nel capoluogo, si configura come un vibrante atto di solidarietà verso il popolo iraniano, un popolo che da anni, con coraggio e resilienza, lotta per la riconquista di libertà, giustizia e il pieno rispetto dei diritti umani fondamentali, pilastri imprescindibili di una società civile matura e democratica.
L’iniziativa non è un mero gesto di supporto, ma un’espressione tangibile di un legame profondo, forgiato dall’esperienza condivisa di chi, come Mahmud Matin Kavè, ingegnere iraniano stabilitosi all’Aquila quarant’anni fa, ha vissuto in prima persona le conseguenze drastiche della rivoluzione islamica del 1979 e delle successive politiche repressive.
L’esilio, la chiusura delle istituzioni accademiche, la perdita di libertà: esperienze che hanno profondamente segnato la sua esistenza e che lo spingono, oggi, a sostenere attivamente la lotta per un cambiamento radicale.
La manifestazione si inserisce in un più ampio quadro di impegno della diaspora iraniana, che si sente chiamata a dare voce e supporto a chi, in patria, affronta quotidianamente una realtà fatta di restrizioni, censure e violenze.
L’azione mira a sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale, sollecitando i governi stranieri ad adottare politiche più incisive a favore del popolo iraniano e a condannare fermamente le continue violazioni dei diritti umani.
Mahmud Matin Kavè, con la sua testimonianza, offre uno sguardo penetrante sulla complessità del contesto iraniano contemporaneo.
La precarietà economica, esacerbata da politiche governative inefficienti e da sanzioni internazionali, ha generato un profondo senso di frustrazione e disperazione.
La necessità di ricorrere a multiple fonti di reddito per sopravvivere, la costante difficoltà a soddisfare i bisogni primari, contribuiscono a creare un clima di tensione sociale ed economica sempre più insostenibile.
La manifestazione non è solo un appuntamento simbolico, ma un atto di coraggio e di speranza.
È un messaggio chiaro e inequivocabile a chi, in Iran, rischia ogni giorno la propria libertà e la propria vita per rivendicare il diritto a una vita dignitosa e democratica: “Non siete soli”.
È un appello alla comunità internazionale affinché non si dimentichi della sofferenza del popolo iraniano e si impegni attivamente a promuovere un cambiamento positivo e duraturo.
L’Aquila, città simbolo di resilienza e rinascita, si fa quindi portavoce di una speranza più ampia, quella di un futuro libero e giusto per l’Iran.








