Ai, Boccia: "Da Digithon proposta a Paese per Polo strategico a controllo pubblico"
“Da DigithON lanciamo una proposta al Paese: costruire un Polo strategico italiano dell’Intelligenza artificiale a controllo pubblico, capace di mettere a sistema le capacità tecnologiche italiane e di collegare due grandi sfide europee: le AI Gigafactories per la potenza di calcolo e la prospettiva di un Cern europeo dell’intelligenza artificiale per la ricerca di frontiera”. Lo afferma Francesco Boccia, fondatore di DigithON, a conclusione dell’edizione 2026 vinta da Bio System Lab, startup di Treviso. “Il Governo sta lavorando alla candidatura italiana nell’ambito della gara europea per le AI Gigafactories. È una sfida che riguarda il Paese e sulla quale la politica deve sapersi unire oltre le appartenenze. Quando si costruiscono infrastrutture destinate a determinare la posizione dell’Italia per i prossimi decenni, maggioranza e opposizione devono saper riconoscere un interesse nazionale”.
“Ma tra la potenza di calcolo e la ricerca di frontiera -continua Boccia- manca un anello fondamentale: la capacità di trasformarle in tecnologia, industria e servizi. È questa la funzione che immaginiamo per il Polo strategico italiano dell’Ia. Una vera infrastruttura tecnologica e industriale a controllo pubblico che metta insieme capacità di calcolo, modelli e agenti di IA, dati strategici protetti, cybersecurity, università, ricerca e piattaforme sulle quali imprese e startup possano sviluppare applicazioni. Lo Stato non può essere soltanto cliente dell’intelligenza artificiale: deve possedere una propria capacità tecnologica e industriale”.
“Il Polo serve all’Italia a prescindere dall’esito della gara sulla Gigafactory. Se riusciremo a portarne una in Italia, dovrà contribuire a trasformarne la straordinaria potenza computazionale in ricerca applicata, modelli, brevetti, startup, imprese e servizi. Se la Gigafactory fosse localizzata altrove in Europa, il Polo dovrà comunque federare le capacità italiane esistenti e collegarle alle grandi infrastrutture europee. La Gigafactory è la potenza; il Polo è la capacità di trasformare quella potenza in valore per il Paese”.
Secondo Boccia “questa necessità diventa ancora più evidente con l’IA agentica. Stiamo passando da sistemi che rispondono a sistemi capaci di utilizzare strumenti, interagire con altre piattaforme ed eseguire azioni. Quando entreranno sempre più nella sanità, nell’energia, nei trasporti, nella pubblica amministrazione e nelle infrastrutture critiche, lo Stato dovrà poter garantire sicurezza, continuità e controllo sui processi essenziali. Non possiamo scoprire tra dieci anni di avere esternalizzato interamente questa capacità”.
“C’è infine il livello europeo. La proposta sostenuta da Elly Schlein di costruire un Cern europeo dell’intelligenza artificiale completa questa architettura: mettere in comune ricercatori, università, conoscenza e ricerca di frontiera per consentire all’Europa di competere scientificamente nell’IA. Il Polo italiano potrebbe diventare uno dei nodi nazionali di questa futura infrastruttura europea, collegando la ricerca fondamentale alla capacità industriale e applicativa”, continua Boccia.
Per Boccia “Il disegno diventa così più chiaro: le Gigafactories mettono a disposizione la potenza di calcolo; il Cern europeo costruisce e condivide conoscenza di frontiera; il Polo strategico italiano è il ponte che trasforma calcolo e conoscenza in capacità tecnologica, industriale e pubblica del Paese. Non significa chiudersi al mondo. Significa cooperare con tutti senza dipendere strutturalmente da nessuno. Il pubblico deve garantire controllo strategico, sicurezza e interesse generale; il privato deve portare velocità, innovazione e capacità industriale. Questa è la proposta che da DigithON consegniamo al Paese per il 2027", conclude Boccia.





