L’omocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali

L’omocausto:  lo sterminio dimenticato degli omosessuali
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Negli anni che vanno tra il 1933 e il 1945 si stima che almeno 100 mila uomini siano stati arrestati come omosessuali e tra i 5 e i 15 mila hanno finito con l’essere internati nei vari campi di concentramento. Solo a partire dagli anni Ottanta si è cominciato a riconoscere anche questo episodio di storia inerente alla più ampia realtà della persecuzione nazista. Per non dimenticare il cinema teatro Vittorio De Sica di Peschiera Borromeo (Milano), ospita la mostra L’omocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali, messa a disposizione da Arcigay. Con 15 pannelli descrittivi l’esposizione non vuole solo mantenere viva la memoria sulla tragedia, ma ha come intento quello di rendere omaggio a tutte quelle persone che hanno pagato con la vita il prezzo di un amore considerato diverso. Dai dati raccolti nel corso degli anni è emerso che lo stato degli internati omosessuali, per quanto molto precarie fossero già le condizioni degli altri prigionieri, fu fin dall’inizio tra i peggiori, basti considerare che le lesbiche e i gay occupavano l’ultimo gradino della gerarchia del lager e per questo erano sistematicamente oggetto di violenze immotivate, trattati con particolare disprezzo dai nazisti e spesso anche dagli altri detenuti. Con l’assurda convinzione di cambiare la loro natura, gli omosessuali furono destinati ai lavori più duri, costretti a subire aberranti esperimenti medici, torture ed umiliazioni; mentre quelli più forti, che riuscivano a resistere, venivano soppressi nelle camere a gas. Migliaia, il numero preciso non si saprà probabilmente mai, di gay furono marchiati con un triangolo rosa: rosa come il colore delle ragazzine, che serviva per ridicolizzare la mascolinità. Un’agonia mista al dramma quella degli omosessuali, che non si placò nemmeno con la caduta della Germania in guerra poiché, considerati “colpevoli” per il loro essere anche da chi li aveva liberati, questi uomini e queste donne dovettero scontare in carcere le pene inflitte dalle leggi anti gay in vigore. Una vita doppiamente nell’ombra, un’esistenza marchiata dall’odio e dalla vergogna, prigionieri e perenni schiavi dell’inaudita crudeltà altrui, sia dentro che fuori i lager. Eppure quest’orribile capitolo di storia sembra non essere servito a nulla. Ancora oggi milioni di persone vengono ammazzate o indotte a farlo perché etichettate e marchiate ideologicamente come diverse, depravate, malate… e per questo derise, umiliate, uccise prima che nel corpo nell’anima. E se fosse tuo figlio? Se fosse tua sorella? Un tuo zio o la tua migliore amica? Ricorda: essere gay non è una scelta, si nasce provando attrazione per il proprio sesso, niente di più e niente di meno. Ricordare, oggi, significa non solo lottare per i propri diritti, ma significa dare un po’ di dignità a quelle persone che ieri e ancora oggi sono morte e muoiono in nome di una libertà mai conquistata.
Tu, sei il cambiamento. Pensaci.

L’omocausto: lo sterminio dimenticato degli omosessuali
Cinema Teatro Vittorio De Sica
Via Don Luigi Sturzo, 5 – Peschiera Borromeo (MI)
Info: 02 49500218

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