Mara Sattei, dal coraggio delle emozioni al ritorno nei club: "E' la dimensione che amo"
Fare pace con il tempo, imparare a mostrarsi senza filtri e ritrovare nella musica un luogo in cui sentirsi a casa. È da qui che riparte Mara Sattei, protagonista di una nuova fase artistica e personale che a novembre la riporterà nei club italiani con il 'Mara Sattei Live 2026', al via il 13 novembre dalla sua Roma. Al centro del percorso c'è 'Che me ne faccio del tempo', un album che raccoglie quattro anni di ricerca e che sembra racchiudere una domanda destinata ad andare ben oltre la musica. "La cosa importante è abitarlo, il tempo, nel senso di farci pace e vivere con la consapevolezza che ogni minuto, ogni secondo che abbiamo è una benedizione, un privilegio, qualcosa per cui dobbiamo essere grati", racconta la cantautrice in un'intervista con l'Adnkronos. Una filosofia che si ritrova anche nel modo in cui Mara Sattei sceglie di raccontarsi. La sensibilità, che attraversa le sue canzoni e le sue parole, non è una fragilità da nascondere ma una possibilità di entrare in contatto con gli altri. "Mostrare le proprie emozioni è una delle cose più belle che possiamo fare", spiega. "Viviamo in un mondo dove ci dicono di non essere tristi, di essere felici. Invece è bellissimo anche essere vulnerabili, farsi vedere umani, farsi vedere persone emotive".
Se la musica le dà la voce, è la fede a darle la forza. Cresciuta in una famiglia evangelica, Mara sottolinea però il valore di un rapporto personale, che non si esaurisce nelle regole o nella religiosità. "Io sono molto credente e vivo la mia fede, ed è la mia forza. Penso che senza di Lui non farei nulla. Ma è stata una scelta individuale, un rapporto personale, un incontro intimo, non è seguire delle regole". La stessa libertà di percorso che l'artista riconosce alla musica, fatta di tentativi, errori e scoperte. Ha iniziato a cantare a soli 13 anni e, guardando indietro, non cancellerebbe nulla, nemmeno i passaggi meno convincenti. "Tutto quello che ho fatto, anche gli sbagli, è servito a formarmi e a essere più testarda nel migliorarmi". Anche la scrittura, racconta, ha avuto bisogno di tempo per condurla verso un'identità sempre più riconoscibile.
E ora, la musica torna a chiedere il suo posto, questa volta in una dimensione che la cantautrice sente particolarmente sua. Dopo il tour estivo nei festival, novembre segnerà il ritorno nei club, con cinque appuntamenti: Roma il 13 novembre, Torino il 18, Pordenone il 20, Milano il 23 e Conversano, in provincia di Bari, il 27. "È proprio la dimensione che amo, quella dei club. Sono felicissima, perché i miei fan sono veramente coinvolgenti: fanno parte del live", dice. L'obiettivo è costruire uno spettacolo diverso da quello dei grandi palchi, più intimo e pensato come un viaggio attraverso tutta la sua discografia. La scaletta è stata definita e gli arrangiamenti sono già al lavoro. Ci sarà anche una novità per lei: Mara sta studiando per salire sul palco e suonare uno strumento. E non mancheranno brani che il pubblico le chiede da tempo, anche quelli meno conosciuti. "Ascolto molto quello che mi scrivono. Quando mi chiedono canzoni che magari non sono le più mainstream, sono felice, perché vuol dire che sono davvero affezionati alla mia musica". Insomma nei club, quel filo diretto col pubblico diventerà musica da condividere a pochi passi dai fan. Senza la distanza dei grandi palchi, con nuove sorprese e canzoni che attraversano il tempo. Quello che passa, certo, ma che Mara Sattei ha scelto, finalmente, di abitare.
Lo stesso spirito che accompagna le collaborazioni del nuovo album, nel quale ogni artista ha portato la propria identità, da Elisa a Noemi, passando per thasup e Mecna. "È bello mescolare le varie voci, le varie timbriche. Per me era fondamentale che ognuno mantenesse il proprio stile", racconta all'Adnkronos, ricordando quanto sia "importante anche il legame umano che nasce in studio". Questa apertura all'arte degli altri esseri umani, si traduce per Mara Sattei in un altro progetto speciale: la collaborazione con _resetfestival per dare spazio agli emergenti, uno per ogni data del tour, selezionato per aprire il concerto nella propria città. Un'occasione per mettere in contatto il pubblico con nuove voci e restituire un'opportunità a chi cerca di farsi ascoltare. "Anche a me è stata data un'opportunità nella vita, ed è giusto restituire qualcosa alla musica e all'arte", osserva.
Un'apertura all'umano che la fa empatizzare con le proteste pacifiche in corso in Italia da parte dei lavoratori ("C'è una disperazione generale che non può andare avanti così, è giusto che sia data la dignità e soddisfatti i bisogni primari delle persone"), ma a prendere le distanze da chi si esprime con la violenza: "Credo che la violenza non vada mai accettata e sia sempre da condannare", scandisce.
Fuori dal palco, Mara Sattei "sa cosa fare del suo tempo", parafrasando il titolo del suo album. Dopo anni trascorsi a Milano, il ritorno a Roma ha significato anche riavvicinarsi alla famiglia e a una quotidianità fatta di gesti semplici. Lo spiega così: "Amo la mia famiglia, amo stare con le persone che mi sono accanto. Sono tornata a Roma per questo dopo aver vissuto a Milano, volevo ritrovare la possibilità di esserci per loro, dalle cose più piccole, come un compleanno, a quelle più grandi". Una scelta che restituisce il senso di una nuova consapevolezza: il successo conta, ma non può occupare tutto lo spazio. (di Ilaria Floris)

