La sicurezza del territorio bresciano è oggi appesa a un filo, sollevata da un allarme urgente e preoccupante che coinvolge il sistema di soccorso antincendio.
Le organizzazioni sindacali dei vigili del fuoco lanciano un grido d’allarme in merito alla progressiva e critica riduzione delle risorse operative, in particolare delle autoscale, mezzi fondamentali per affrontare emergenze in altezza.
Un cambiamento che, a loro avviso, compromette irrimediabilmente la tutela della popolazione e la salvaguardia dei soccorritori stessi.
La situazione attuale è drammatica: di tre autoscale precedentemente allocate nel territorio provinciale, ne sopravvive una sola, strategicamente posizionata a Brescia città.
Le altre due sono state trasferite in altre province, una decisione che ha innescato una reazione a catena di conseguenze tangibili e potenzialmente fatali.
Episodi recenti, come gli incendi verificatisi a Borno e Salò, hanno messo in luce le criticità generate da questa carenza.
A Borno, l’intervento, a causa della distanza, ha richiesto un’ora e venti minuti; a Salò, cinquanta minuti di percorrenza per una squadra di soccorso, tempo cruciale che ha potuto fare la differenza tra un danno contenuto e una tragedia.
L’impossibilità di disporre di un’autoscala adeguatamente posizionata per rispondere prontamente a un incendio in quota non solo aumenta il rischio di caduta dall’alto per i vigili del fuoco, esponendoli a pericoli inaccettabili, ma amplifica anche i danni materiali agli edifici, rendendo più complessa e costosa la ricostruzione.
Si tratta di un problema che incide direttamente sulla resilienza del tessuto sociale ed economico della provincia.
La decisione di ridurre il numero di autoscale è apparentemente motivata da una direttiva ministeriale del 2015 che prevede una sola autoscala per l’intera provincia.
Tale disposizione, sebbene formalmente adottata, appare incongruente se si considera l’estensione del territorio bresciano, la più vasta della Lombardia (oltre 4.700 chilometri quadrati) e l’elevato numero di interventi a cui il corpo dei vigili del fuoco è chiamato a rispondere (circa 10.000 nel 2023).
Questa densità di richieste di soccorso rende la direttiva impraticabile e pericolosa.
I sindacati invocano con urgenza un immediato e significativo cambiamento di rotta: il reintegro delle autoscale precedentemente destinate ad altre sedi e, parallelamente, una profonda revisione della direttiva stessa.
Si chiede un intervento diretto e risolutivo del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per garantire un servizio di soccorso non solo efficace, ma anche efficiente e, soprattutto, tempestivo su tutto il territorio provinciale.
La sicurezza dei cittadini bresciani e il coraggio dei vigili del fuoco meritano una risposta concreta e immediata.
In gioco c’è la tutela di vite umane e la salvaguardia del patrimonio collettivo.




