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Asta di lusso: liquori confiscati tra scandalo e riscatto a Milano.

L’asta, svoltasi in modalità telematica, rappresenta un epilogo inaspettato di un’indagine giudiziaria complessa che ha scosso il panorama milanese, intrecciando lusso, presunte attività illecite e un percorso di riscatto per i protagonisti coinvolti.

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La vicenda, condotta dalla magistratura milanese sotto la direzione della procuratrice Francesca Crupi e con il supporto investigativo del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, aveva portato all’arresto, nel marzo del 2025, di Davide Lacerenza e Stefania Nobile, figlia della celebre Wanna Marchi, figura controversa nel mondo dello spettacolo.

I beni in vendita, accessibili attraverso le piattaforme www.spazioaste.it e www.ivgmonza.it, costituiscono un patrimonio di liquori pregiati, risultato di una confisca disposta dalla giudice per le indagini preliminari Marta Pollicino, a seguito dei patteggiamenti definiti tra l’imputata e la procura.
L’iniziativa si prefigge di recuperare l’ingente somma di oltre novecentomila euro, corrispondente al valore stimato delle bottiglie sequestrate, e le decine di migliaia di euro rinvenuti sui conti dei soggetti coinvolti, a cui si aggiungono i proventi derivanti dalla vendita di arredi provenienti dai locali interessati dalle indagini, La Gintoneria e il privé La Malmaison.L’elenco dei lotti messi all’incanto rivela una selezione di eccellenze enologiche globali: vini da collezione come Petrus e Romanèe-Conti, champagne di prestigio come Krug e Dom Perignon, e liquori esclusivi, con prezzi base che spaziano da poche decine a oltre quattrocento euro a bottiglia.
L’opportunità di acquisire queste rarità rappresenta un’occasione unica per intenditori e appassionati, ma si carica di una profonda valenza simbolica, in quanto i proventi contribuiranno al recupero dei danni derivanti dalle attività che hanno portato alla confisca.

I patteggiamenti, che hanno visto Lacerenza condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione e Nobile a 3 anni, hanno rappresentato una fase cruciale del processo.
La decisione di optare per il patteggiamento ha comportato, oltre alla condanna, una confisca dei beni e l’accesso a misure alternative alla detenzione.
Nel caso di Lacerenza, si è richiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali, con l’inclusione di un percorso di disintossicazione in una comunità specializzata, mentre per Nobile è stata disposta l’esecuzione di lavori di pubblica utilità, segnando un percorso di riabilitazione e reinserimento sociale.
L’asta, pertanto, si configura non solo come un’operazione di recupero economico, ma anche come un atto conclusivo di una vicenda giudiziaria complessa, con implicazioni sociali e umane di notevole rilevanza.

La vendita telematica si apre ora al pubblico, invitando a partecipare a un evento che unisce il fascino del lusso e l’auspicio di un futuro più trasparente.

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