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Bergamo, ritrovato corpo: arrestato tunisino, indagini in corso.

La comunità di Bergamo è stata scossa dalla scoperta del corpo di Hassan Matrid, cittadino egiziano di 43 anni, ritrovato senza vita il 5 gennaio lungo la strada provinciale che conduce a Taleggio.

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L’evento, inizialmente avvolto nel mistero, ha visto l’attivazione immediata della Procura di Bergamo, che ha delegato una meticolosa indagine ai Carabinieri.

L’inchiesta, caratterizzata da un approccio investigativo che ha integrato diverse fonti di prova, ha rapidamente portato all’identificazione di un sospettato: un uomo tunisino di 53 anni, ora in stato di fermo.

La ricostruzione degli eventi si è basata su un’analisi complessa e multidisciplinare, che ha compreso l’esame minuzioso dei tabulati telefonici di Matrid, l’interpretazione di immagini provenienti da sistemi di videosorveglianza – sia pubblici che privati – e la decodifica dei dati raccolti dai sistemi di lettura delle targhe presenti nella zona.
Questa sinergia di dati, spesso frammentari, ha permesso agli investigatori di individuare un furgone che si è rivelato cruciale nel puzzle investigativo, presumibilmente utilizzato per trasportare il corpo della vittima dal luogo del decesso al punto in cui è stato ritrovato.
La connessione tra il veicolo e l’indagato si è rivelata ancor più significativa: i tabulati telefonici hanno infatti documentato una serie di contatti tra i due uomini, che si erano precedentemente rapportati in un contesto lavorativo occasionale.

L’uomo tunisino, infatti, aveva svolto sporadici lavori edili per la vittima, creando una dinamica che ora gli inquirenti stanno cercando di chiarire nel dettaglio, al fine di ricostruire le motivazioni e le circostanze che hanno portato alla tragica conclusione.

L’indagine è ora focalizzata sulla verifica delle dichiarazioni dell’indagato e sull’acquisizione di ulteriori elementi probatori, con l’obiettivo di gettare luce sulla sequenza degli eventi e di definire con certezza il ruolo dell’uomo nella morte di Hassan Matrid.
La Procura ha sottolineato l’importanza di un’indagine accurata e imparziale, garantendo il diritto alla difesa dell’indagato, in attesa che vengano disposte le necessarie perizie medico-legali per determinare le cause esatte del decesso e ricostruire il quadro completo della vicenda.

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