Un velo di profondo cordoglio avvolge il paese in attesa del rientro, con onori di Stato, delle spoglie mortali di cinque dei sei giovani italiani strappati alla vita nella tragedia di Crans-Montana.
L’aeroporto militare di Linate si prepara ad accogliere il volo di Stato che riporterà a casa questi figli della nazione, simbolo di una giovinezza spezzata e di un futuro negato.
Ad accogliere i resti, un corteo solenne composto da figure istituzionali di alto rango.
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, il Sottosegretario Alberto Barachini e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, incarnano la rappresentanza del potere legislativo ed esecutivo, mentre i presidenti delle regioni Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna – Attilio Fontana, Marco Bucci e Michele de Pascale – e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, testimoniano il profondo legame territoriale con le comunità da cui provengono i giovani.
La loro presenza non è solo un atto di protocollo, ma un segno tangibile del dolore collettivo e dell’impegno a sostenere le famiglie colpite.
Tra le vittime attese a Linate, spiccano i nomi di Achille Barosi e Chiara Costanzo, due milanesi che rappresentano un tessuto giovanile vibrante e pieno di promesse.
Con loro rientreranno anche Giovanni Tamburi, originario di Bologna, e Emanuele Galeppini, genovese, le cui salme saranno poi trasferite nelle rispettive città d’origine attraverso due cortei funebri dedicati, per consentire alle comunità locali di esprimere il proprio cordoglio e l’affetto.
Il Lockheed C-130J Super Hercules, vettore delle spoglie, proseguirà poi il suo viaggio verso l’Aeroporto Militare di Ciampino, sede del 31° Stormo, dove è previsto l’arrivo alle ore 15:30 per adempiere alla restituzione di Riccardo Minghetti, giovane romano.
Qui, ad accoglierlo, si uniranno il Ministro degli Esteri e Vicepremier, Antonio Tajani, e il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, a testimonianza del dolore nazionale e della partecipazione attiva del governo in questo momento di lutto.
La tragedia di Crans-Montana, oltre alla perdita irreparabile di vite umane, solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza, sulla prevenzione dei rischi e sul valore della vita stessa.
Questo ritorno, avvolto da un silenzio rispettoso e da un dolore palpabile, non è solo un atto di pietà, ma un monito per il futuro, un invito a costruire un mondo più sicuro e più giusto per le nuove generazioni.
La memoria di questi giovani sarà custodita con cura, alimentando un impegno costante per onorare il loro ricordo attraverso azioni concrete e iniziative che promuovano la crescita e il benessere della comunità.

