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Crans-Montana: la Banca dei Tessuti Niguarda, un gesto salva-vita.

La tragedia di Crans-Montana ha messo in luce l’importanza cruciale della Banca dei Tessuti dell’Ospedale Niguarda, un centro specializzato che ha operato incessantemente per fornire assistenza ai feriti, impiegando oltre 13.000 centimetri quadrati di pelle conservata per circa quattro pazienti.
Questa risorsa vitale, guidata dalla biologa Marta Tosca e dal responsabile Giovanni Sesana, rappresenta un pilastro fondamentale nella gestione delle gravi ustioni e nella ricostruzione cutanea.
La Banca dei Tessuti Niguarda non è semplicemente un magazzino di pelle; è un laboratorio altamente sofisticato dove i tessuti, provenienti da donazioni post-mortem, subiscono un processo di lavorazione complesso e mirato.

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Questo processo, essenziale per garantire la sicurezza e l’efficacia dei trapianti, include rigorose procedure di purificazione e preparazione che eliminano il rischio di reazioni immunitarie indesiderate.
La peculiarità di questa pelle, una volta trattata, risiede nella sua universalità: non è necessaria la ricerca di compatibilità tra donatore e ricevente.
Questo vantaggio significativo, spiega Sesana, è il risultato delle lavorazioni a cui la pelle viene sottoposta, che ne alterano le caratteristiche immunologiche rendendola idonea per pazienti di diversa etnia e gruppo sanguigno.
La conservazione della pelle avviene in criobanche, sofisticati sistemi di stoccaggio a -80 gradi Celsius, che permettono di mantenere la sua vitalità per un periodo massimo di due anni.

Questa “rete di sicurezza” tessutale garantisce la disponibilità di pelle per rispondere a emergenze come quella di Crans-Montana, ma anche per interventi chirurgici programmati e per la cura di pazienti affetti da patologie cutanee estese.

La Banca dei Tessuti Niguarda sottolinea l’importanza del gesto di donazione, un atto di altruismo che permette di salvare vite e alleviare sofferenze.

Come evidenzia Sesana, la donazione di pelle è possibile esclusivamente da parte di defunti, poiché la quantità di tessuto ottenibile da un donatore vivente sarebbe insufficiente, richiedendo lesioni significative.
La generosità dei donatori e delle loro famiglie è quindi il cuore pulsante di questa attività salvavita, testimoniando la forza della solidarietà umana in momenti di grande difficoltà.
Il lavoro di Tosca e Sesana, insieme al loro team, incarna un esempio di eccellenza medica e di profonda umanità.

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