Il silenzio di Crans-Montana pesa come un macigno, un lutto collettivo che si riverbera attraverso la Svizzera e oltre.
In questo momento di profonda angoscia, l’artista Achille Lauro ha espresso la sua partecipazione al dolore delle famiglie e dei giovani segnati dal tragico rogo, commemorato con cerimonie solenni nella città elvetica e a Roma, a quarant’anni da quella devastante notte.
Il messaggio, diffuso attraverso i canali social, trascende la semplice vicinanza formale.
È un’onda di empatia palpabile, un tentativo, seppur fragile, di abbracciare un dolore incommensurabile.
La scelta di condividere pubblicamente questo sentimento riflette una sensibilità artistica che cerca, in un contesto di sofferenza immane, un ponte di connessione umana.
La scomparsa di sedici vite, quindici giovani e un adulto, ha lasciato una cicatrice indelebile nel tessuto sociale, un vuoto incolmabile per chi li ha conosciuti e amati.
Achille Lauro, attraverso le sue parole, si fa eco a questo dolore, riconoscendone l’intensità e la sua capacità di travalicare le barriere individuali.
La partecipazione del musicista è particolarmente toccante se si considera il contesto in cui si inserisce.
La sua presenza, il brano “Perdutamente” intonato al termine dei funerali di Achille Barosi, un giovane talento musicale scomparso, amplifica il senso di perdita e di precarietà esistenziale che pervade l’aria.
Achille Barosi, un ragazzo che amava cantare con la madre, incarna la fragilità della giovinezza e la tragica interruzione di un potenziale inespresso.
Il rogo di Crans-Montana non è solo un evento storico, ma un monito, una ferita aperta che ci interroga sulla nostra capacità di prevenire simili tragedie, sulla necessità di coltivare la consapevolezza e la responsabilità collettiva.
Il messaggio di Achille Lauro, pur nella sua semplicità, ci invita a riflettere sull’importanza della solidarietà, dell’empatia e della compassione di fronte alla sofferenza altrui, ricordandoci che, in momenti come questo, la musica e l’arte possono rappresentare un balsamo per l’anima e un modo per onorare la memoria di chi ci ha lasciato.
È un invito a non dimenticare, a imparare dal passato e a costruire un futuro più sicuro e più umano.




