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Messiaen a Görlitz: Memoria, Arte e Resilienza a Milano

Nel gennaio del 1941, un’eco di bellezza e speranza si levò dal campo di prigionia di Görlitz: le note del *Quatuor pour la fin du Temps* di Olivier Messiaen, eseguite dai prigionieri Jean Le Boulaire, Étienne Pasquier e Henri Akoka, divennero un atto di resistenza artistica in un contesto di indicibile sofferenza.

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Ottantacinque anni dopo, il Memoriale della Shoah di Milano onora quell’evento storico con “Mimmo Paladino.
Görlitz – Stalag VIII A”, una mostra immersiva che fonde quattro opere scultoree di Paladino con la musica di Messiaen, un dialogo tra memoria, creazione e resilienza che si protrae fino al 28 febbraio.
La mostra, arricchita da un libro d’artista edito da Colophon, introdotto da un saggio del critico musicale Sandro Cappelletto e da un contributo prezioso della senatrice a vita Liliana Segre, si configura come un tassello fondamentale del ricco programma di eventi del Memoriale.
Questo programma, come da tradizione, offre al pubblico l’accesso gratuito al Memoriale nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio, un momento di riflessione e commemorazione di cruciale importanza.

Il presidente del Memoriale, Roberto Jarach, ha sottolineato come l’anno trascorso sia stato segnato da complesse sfide, in particolare in relazione alla “crisi della memoria” esacerbata dal conflitto mediorientale e dai dibattiti che ne sono derivati.

Tuttavia, ha ribadito l’urgenza di preservare e trasmettere la memoria, soprattutto in un’epoca di crescenti disinformazione e tentativi di revisionismo storico.
Fare memoria non è solo un dovere morale, ma un atto politico, un baluardo contro l’oblio e l’indifferenza.

Il programma del Memoriale si articola in diverse iniziative.

Il 14 gennaio, l’incontro “Genocidio: significato, uso e abuso nel dibattito pubblico” affronterà le complesse implicazioni linguistiche e concettuali legate a questo termine, spesso impiegato in modo improprio o strumentale.
A partire dal 20 gennaio, la mostra “La persecuzione patrimoniale degli ebrei.
Storie di vita dall’Archivio Storico Intesa Sanpaolo” offrirà un’analisi approfondita di un aspetto spesso trascurato della Shoah: la confisca e la spoliazione dei beni appartenenti alle vittime, un’ingiustizia economica che ha segnato profondamente le loro vite e quelle dei loro eredi.
Le immagini e i documenti del Fondo Egeli, custoditi presso l’Archivio Storico Intesa San Paolo, narrano la storia di tre famiglie – Eugenio e Silvia Colorni, Carla e Rinaldo Levis, Sara e Stella Dana – attraverso le quali si può ricostruire la drammaticità di un’epoca e la complessità delle relazioni umane messe a dura prova dalla barbarie nazista.
L’accesso gratuito al Memoriale il 27 gennaio, con studenti che fungeranno da guide, rappresenta un’opportunità per le nuove generazioni di confrontarsi direttamente con la storia e sviluppare un senso di responsabilità civile.
Infine, il tradizionale appuntamento con la senatrice a vita Liliana Segre, il 29 gennaio, rievocherà il corteo di ebrei deportati per i campi di concentramento dalla Stazione Centrale il 30 gennaio 1944, testimonianza toccante di un’epoca buia che non deve essere dimenticata.
Questo intreccio di eventi, opere d’arte e testimonianze vive si configura come un impegno concreto per mantenere viva la memoria della Shoah, educando le nuove generazioni ai valori della tolleranza, della giustizia e del rispetto dei diritti umani.

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