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Milano: Agricoltori in Piazza contro il Trattato con il Mercosur

A Milano, l’esasperazione agricola si manifesta con una protesta dirompente: decine di trattori, vessilli tricolori al vento, hanno invaso Piazza Duca d’Aosta, teatro della sede del Consiglio regionale lombardo, in un gesto simbolico e potente.

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Non si tratta di un semplice blocco del traffico, ma di un grido d’allarme proveniente dal cuore del mondo agricolo, un monito che risuona contro l’imminente firma del trattato di libero scambio con il Mercosur.
L’azione, orchestrata dalle associazioni Coapi e Riscatto Agricolo Lombardia, esprime un profondo malcontento verso un accordo percepito come un acceleratore di disuguaglianze e un pericolo per la sostenibilità del settore primario, sia in Europa che in Sud America.

L’immagine delle balle di fieno sparse sulla piazza, oltre alla sonora protesta dei clacson, evoca la fragilità e la precarietà di un’attività che si sente abbandonata e minacciata.

La contestazione non si limita a una generica opposizione al trattato.

Gli agricoltori lombardi rivendicano un ripensamento radicale delle dinamiche economiche che governano la produzione alimentare.

Non chiedono semplicemente un prezzo “giusto”, ma un sistema che garantisca equità e prevedibilità, eliminando le distorsioni create dalla speculazione finanziaria e dai meccanismi di trust che manipolano i mercati.

L’obiezione cruciale riguarda l’impatto di un’apertura commerciale indiscriminata.
L’abbattimento delle barriere tariffarie, senza adeguate salvaguardie, rischia di inondare i mercati europei con prodotti provenienti da paesi con standard ambientali e di lavoro differenti, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole europee, spesso improntate a pratiche più sostenibili e rispettose del territorio.

Parallelamente, il rischio è che gli agricoltori sudamericani, esposti alla concorrenza di sistemi di produzione più efficienti, vengano penalizzati, perpetuando un ciclo di dipendenza e precarietà.

La protesta milanese, dunque, si configura come un appello a una politica agricola più responsabile e attenta alle esigenze dei produttori e dei consumatori, un invito a promuovere un commercio equo e sostenibile, capace di proteggere la biodiversità, i paesaggi rurali e il benessere delle comunità agricole, in Europa e in Sud America.
La richiesta di “controlli efficaci e certi” sottolinea la necessità di trasparenza e accountability, strumenti indispensabili per contrastare le pratiche speculative e garantire la tracciabilità dei prodotti alimentari.
Si tratta di un monito a non sacrificare il futuro dell’agricoltura sull’altare di un’ideologia neoliberista che privilegia i profitti a breve termine a discapito della sostenibilità e della giustizia sociale.

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