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Milano Contro l’Intervento USA in Venezuela: Manifestazione e Proteste

Un significativo corteo di circa duecento persone si è radunato questo pomeriggio a Milano, in Largo Donegani, di fronte all’ambasciata statunitense, in una vibrante espressione di dissenso contro l’escalation delle tensioni e l’intervento militare americano in Venezuela.
L’iniziativa, promossa con forza congiunta da CGIL Milano, ANPI e ARCI, ha visto la partecipazione attiva di una vasta gamma di forze politiche e sindacali di sinistra, unite sotto il potente slogan “Basta Guerre”.

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Un’inaspettata presenza, quella di una delegazione del Movimento 5 Stelle, guidata dall’europarlamentare Gaetano Pedullà, dal coordinatore territoriale Daniele Pesco e dal capogruppo in Consiglio regionale Nicola Di Marco, sottolinea una crescente preoccupazione trasversale all’interno del panorama politico italiano.

La mobilitazione riflette una profonda inquietudine per le implicazioni geopolitiche di un intervento percepito come una violazione del diritto internazionale.
“Questo atto americano è profondamente riprovevole e palesemente illegale,” ha denunciato Pedullà, evidenziando le complesse dinamiche economiche, in particolare il controllo delle risorse petrolifere, che potrebbero celarsi dietro questa azione militare.
La sua analisi trascende la semplice critica, dipingendo uno scenario allarmante per la stabilità globale, con potenziali ripercussioni non solo nel Pacifico ma anche in Europa.
I manifestanti hanno espresso una chiara richiesta: la cessazione immediata di qualsiasi azione militare statunitense.
La protesta non si limita a una difesa del Venezuela, ma si configura come un monito contro una deriva destabilizzante per gli equilibri geopolitici mondiali.

Lo spazio è stato animato da striscioni incisivi: “USA nemici dell’umanità”, “No all’impunità dei crimini di guerra”, “Yankee go home” e “Giù le mani dal Venezuela”, che incarnano un sentimento di rifiuto e di indignazione.

La presenza di bandiere venezuelane, palestinesi e cubane, affiancate a quelle di movimenti politici come Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, USB, Cambiare Rotta, Sinistra Italiana, Alleanza Verdi e Sinistra, e CGIL, testimonia la vastità e la diversità delle sensibilità coinvolte.
Cori come “Chávez presente, Maduro presidente” richiamano una storia di lotta e di resistenza.
Contemporaneamente, in Piazza della Scala, un altro corteo, composto da circa un centinaio di persone promosso da associazioni palestinesi, si è levato contro l’arresto di Mohamed Hannoun e per denunciare la detenzione dei prigionieri palestinesi.

Si vocifera la possibilità di un successivo movimento verso Largo Donegani, suggerendo un potenziale rafforzamento del messaggio di protesta globale e transnazionale che anima entrambe le iniziative.
La convergenza di queste diverse voci sottolinea l’urgenza di un ripensamento radicale delle politiche estere e delle dinamiche di potere che caratterizzano il panorama internazionale.

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