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Occupazione a Milano: nata una Zona Autonoma Temporanea

In un gesto simbolico e temporaneo che interseca la storia urbana e la contestazione sociale, collettivi antagonisti milanesi – figure nodali nel panorama dell’attivismo come il Leoncavallo e il centro sociale Lambretta – hanno rivendicato un’ex scuola elementare in via Vallarsa 19, trasformandola in un effimero spazio di incontro e deliberazione.

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L’occupazione, annunciata in anticipo come preludio a un dialogo aperto, si configura come un tentativo di recuperare il filo interrotto con le mobilitazioni autunnali che hanno animato le strade della città, manifestazioni intrise di istanze plurali e urgenti.

L’azione non si limita a una semplice presa di possesso di un edificio dismesso; si presenta come una “Zona Autonoma Temporanea” (Temporary Autonomous Zone – TAZ), un concetto teorizzato da Hakim Bey che descrive un’area liberata dalla logica del capitale e del controllo, destinata a essere riconquistata dalla comunità.

Questa modalità di intervento è divenuta un archetipo per chi lotta per la riappropriazione degli spazi urbani, un gesto di resistenza che mette in discussione il diritto di proprietà e la pianificazione urbana dominante.

L’obiettivo primario è la creazione di un orizzonte di partecipazione diretta, un luogo dove le voci che hanno animato le piazze possano finalmente confrontarsi, condividere esperienze e progettare alternative.

L’assemblea cittadina in programma rappresenta il culmine di questo processo, un momento cruciale per sondare la domanda fondamentale: “A chi appartiene veramente questa città?”.

Il programma dell’iniziativa è strutturato per favorire la creazione di reti di pensiero e azione.

Tavoli di lavoro tematici saranno dedicati all’esplorazione di diverse problematiche – dal diritto alla casa alla violenza di genere, dalla critica alla guerra alla denuncia del genocidio del popolo palestinese a opera dello Stato di Israele – stimolando un dibattito costruttivo e multidisciplinare.

Il momento conviviale del pranzo si trasformerà in ulteriore terreno fertile per lo scambio di idee e l’elaborazione di proposte concrete.

Nel pomeriggio, l’assemblea plenaria finale offrirà l’opportunità di sintetizzare le riflessioni emerse, formulare posizioni condivise e avviare azioni future.
L’occupazione, pur nella sua natura temporanea, ambisce a lasciare un segno duraturo nel tessuto sociale milanese, riattivando la partecipazione civica e promuovendo una visione della città come bene comune, luogo di inclusione e di resistenza.

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