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Pavia, atto vandalico: indagini su donna ucraina e imprenditore

Un’inquietante escalation di violenza ha scosso la comunità di Pavia, culminata in un atto vandalico mirato a tre esercizi commerciali.
La squadra mobile, prontamente intervenuta, ha rapidamente identificato e denunciato due individui, un uomo italiano e una donna ucraina, ritenuti responsabili degli spari che hanno danneggiato le vetrine di due bar situati nel cuore del centro storico, in via XX Settembre, e di un altro locale in prossimità della stazione ferroviaria, in viale Vittorio Emanuele.
Le indagini, avviate immediatamente a seguito degli episodi avvenuti durante la notte, hanno rivelato un quadro complesso, suggerendo un movente legato a dispute professionali.
Secondo le prime ricostruzioni, l’azione sarebbe stata orchestrata dalla donna, cittadina ucraina di 33 anni, apparentemente animata da rancori derivanti da conflitti di natura lavorativa con i proprietari dei locali presi di mira.

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La sua collaborazione con l’uomo italiano di 35 anni, descritto come un imprenditore locale, solleva interrogativi sulle dinamiche sottostanti a questo gesto di vandalismo.
L’analisi tecnica della polizia scientifica ha confermato l’utilizzo di munizioni a piombino, lanciate da una pistola soft-air, rivelando una scelta deliberata volta a minimizzare, almeno apparentemente, la gravità delle conseguenze.
L’impiego di questa tipologia di arma, pur non causando feriti, denota una premeditazione e una volontà di intimidire, piuttosto che una semplice reazione d’impeto.
Elemento cruciale delle indagini è stata l’analisi delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Queste immagini hanno permesso di individuare un veicolo sospetto, collegato agli autori degli atti vandalici.
L’auto è stata rintracciata e fermata in provincia di Pavia, portando all’arresto dei due individui.

La successiva perquisizione domiciliare ha portato al sequestro dell’arma utilizzata per gli atti vandalici, unitamente a proiettili di risulta.
Il materiale sequestrato è ora a disposizione degli inquirenti per ulteriori accertamenti tecnici.
A conclusione delle operazioni, i due individui sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per i reati di danneggiamento aggravato, un’ipotesi di reato che considera l’atto come un attacco non solo alla proprietà, ma anche alla sicurezza e al senso di normalità della comunità, e per porto di armi o oggetti atti ad offendere, sottolineando la pericolosità del possesso di strumenti potenzialmente utilizzabili per azioni violente.

L’inchiesta è tuttora in corso e mira a chiarire completamente il contesto e le motivazioni alla base di questo episodio che ha turbato la tranquillità della città di Pavia.

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