La richiesta di sicurezza sui trasporti non è un’opzione, ma un imperativo etico e un diritto inalienabile di ogni cittadino.
Il recente, tragico incidente ferroviario in Spagna, con le sue conseguenze devastanti, ci riporta con forza alla mente una ferita ancora aperta: il deragliamento del treno a Pioltello del 25 gennaio 2018.
Due eventi separati da una distanza geografica, ma uniti da un denominatore comune: la vulnerabilità umana di fronte alla fragilità dei sistemi che dovrebbero garantirci la mobilità.
Quel giorno, Pioltello fu teatro di una sciagura che ha segnato profondamente la comunità.
Tre vite spezzate, decine di persone ferite, un intero territorio sconvolto.
Il ricordo dell’angoscia, del dolore, della paura, è ancora vivido.
La sindaca Ivonne Cosciotti, testimone diretta di quella tragedia, evoca con commozione l’efficienza e la professionalità dei soccorritori – vigili del fuoco, carabinieri, polizia locale, Protezione Civile, psicologi – che, in un contesto di caos e sofferenza, hanno operato con competenza e umanità.
La loro prontezza e la loro dedizione hanno contribuito a lenire il dolore e a gestire l’emergenza, mitigando le conseguenze di un evento catastrofico.
Il memoriale del 25 gennaio, che si terrà sul binario 1 alle 9:00, rappresenta un momento di riflessione e di omaggio alle vittime, un’occasione per rinnovare l’impegno a prevenire simili tragedie.
La deposizione di una corona di fiori simboleggia il rispetto per coloro che hanno perso la vita e la vicinanza ai loro familiari.
L’inchiesta giudiziaria, tuttavia, lascia un senso di incompiutezza.
Un solo condannato e otto assolti sollevano interrogativi sulla responsabilità collettiva e sulla necessità di un’analisi più approfondita delle cause che hanno portato alla catastrofe.
Non si tratta solo di individuare i colpevoli, ma di comprendere le dinamiche sistemiche che possono favorire il verificarsi di guasti e negligenze.
L’incidente di Pioltello, come quello spagnolo, ci invita a interrogarci sulla qualità delle infrastrutture, sulla manutenzione, sulla formazione del personale, sulla gestione della sicurezza.
Non possiamo accontentarci di misure superficiali o di rimedi occasionali.
È necessario un approccio olistico e proattivo, che metta al centro la tutela della vita umana e la garanzia della mobilità sicura e sostenibile.
La sicurezza dei trasporti non è un costo, ma un investimento nel futuro, un diritto fondamentale che deve essere tutelato con rigore e determinazione.
È un dovere verso coloro che ogni giorno si affidano ai mezzi pubblici per andare al lavoro, per viaggiare, per scoprire il mondo.

