Un’operazione congiunta della Polizia di Stato, orchestrata sotto la direzione della Procura della Repubblica, ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro individui, sospettati di aver perpetrato una rapina a mano armata ai danni di un cittadino danese.
I destinatari del provvedimento restrittivo sono tre italiani, di età compresa tra i 24 e i 28 anni, e un cittadino dominicano di 23 anni.
L’inchiesta, meticolosamente condotta dagli agenti del Commissariato Centro, è scaturita da una denuncia presentata dalla vittima, un uomo danese di 35 anni.
Il fatto si è verificato nella notte del 2 ottobre, nelle immediate vicinanze di una rinomata area di intrattenimento notturno.
Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, dopo aver trascorso una serata in un locale di corso Garibaldi in compagnia di un conoscente, si è trovato ad affrontare un tentativo di inganno che preludeva alla rapina.
Un giovane, con maniere persuasive e insistenti, ha cercato di convincere la vittima ad accettare un passaggio in auto, inducendolo a seguirlo verso una via laterale, via della Moscova.
Intuito il potenziale pericolo insito nella situazione, il danese ha prontamente cambiato rotta, dirigendosi in via Volta.
A quel punto, a distanza di circa trecento metri, è stato improvvisamente aggredito da tre individui che lo hanno attaccato alle spalle.
Uno degli aggressori lo ha colpito violentemente alla gamba destra, facendolo rovinare a terra.
Mentre la vittima era a terra, immobilizzata e vulnerabile, i malviventi hanno tentato di sottrarre un orologio di lusso, stimato in un valore di 25.000 euro.
La violenza dell’aggressione era tale da aver reso la vittima incapace di reagire, mentre un altro membro del gruppo criminale si è assicurato di bloccare l’amico della vittima, impedendogli di offrire soccorso.
L’operazione della polizia, frutto di un’approfondita analisi delle immagini di videosorveglianza e di un’attività di riscontro testimoniale, ha permesso di ricostruire con precisione la dinamica del fatto e di identificare i responsabili, portando a compimento un’azione volta a tutelare la sicurezza dei cittadini e a contrastare la criminalità organizzata che si annida nelle aree di movida urbana.
L’indagine ha evidenziato come l’approccio iniziale, volto a instaurare un rapporto di apparente cordialità attraverso la proposta di un passaggio in auto, fosse una tattica premeditata per distrarre la vittima e facilitare l’azione rapina.





