Donizetti alla Scala: torna *La fille du régiment* con Flórez

Il ritorno de *La fille du régiment* alla Scala, il 17 ottobre, segna un evento di notevole importanza per il teatro lirico milanese.
L’opera di Gaetano Donizetti, assente da ben diciotto anni, vede il celebre Juan Diego Flórez riprendere il ruolo di Tonio, un personaggio che lo consacrò nel 2005, infrangendo una consuetudine secolare.

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In quell’occasione, la sua richiesta di un bis, dopo l’iconica aria “Ah mes amis”, con la sua inusuale sequenza di nove “do”, ruppe il rigido protocollo del teatro, in vigore da quando Arturo Toscanini, il leggendario direttore, aveva proibito i bis, un privilegio concesso in precedenza solo a Fedor Šaljapin nel 1933.

Questa nuova produzione non replica la precedente allestimento curato da Filippo Crivelli.
La Scala ha optato per la versione realizzata nel 2007 dal regista francese Laurent Pelly per il Royal Opera House di Londra, un allestimento successivamente adottato da importanti case d’opera come il Metropolitan di New York, la Staatsoper di Vienna e l’Opéra di Parigi.
Pelly, in questa rielaborazione, ha scelto di focalizzarsi sulla profondità psicologica dei personaggi, abbandonando una comicità superficiale a favore di un umorismo più sottile e consapevole, come sottolinea Christian Räth, responsabile della regia.

Evelino Pidò, direttore d’orchestra con una solida esperienza in questa specifica produzione, accoglie nuovamente sul palco Julie Fuchs (Marie) e Pietro Spagnoli (Sulpice), quasi a formare un gruppo familiare.

Pidò sottolinea come *La fille du régiment* sia un’opera spesso trascurata, pur rappresentando per Donizetti una sfida notevole: la necessità di conciliare le convenzioni del melodramma italiano con i gusti del pubblico francese, creando un’opera che sprigioni momenti di raffinata drammaticità.
L’esecuzione dell’opera si rivela particolarmente complessa, richiedendo un’attenta cura della sonorità orchestrale e un’interpretazione vocale e recitativa di elevato spessore.
La sfida per Barbara Frittoli, soprano di fama internazionale, risiede nella padronanza del recitativo, elemento cruciale per la resa della Duchessa di Crakentorp, personaggio dai tratti sinistri interpretato in precedenza da Anna Proclemer.

Recitare in francese, una lingua non sua, e impersonare un ruolo così avverso alla sua personalità, si rivela un’esperienza stimolante.

“Di solito – confida con un sorriso – mi ammazzano sul palco”.
L’opera, in definitiva, si preannuncia come un connubio di virtuosismo vocale, abilità scenica e interpretazione intensa, capace di risvegliare emozioni e riflessioni nel pubblico milanese.

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