Il sipario si alza sul 35° Noir in Festival di Milano, con un’apertura dirompente che segna l’inaugurazione di una tre giorni densa di incontri, proiezioni e riflessioni sul lato oscuro dell’animo umano.
L’evento, in programma fino al 6 dicembre, consacra la serie Sky Original “Amadeus”, un’audace reinterpretazione dell’omonimo dramma teatrale di Peter Shaffer, vincitore di un Oscar.
La narrazione, intrisa di ambiguità e sospetti, riemerge con una nuova urgenza, interrogando la natura del genio e i suoi detrattori.
L’intricato rapporto tra Antonio Salieri, interpretato magistralmente da Paul Bettany, e il prodigio Wolfgang Amadeus Mozart, incarnato da un Will Sharpe carismatico e vibrante, continua a generare interrogativi irrisolti.
La morte prematura del compositore, avvolta nel mistero, solleva un dubbio pervasivo: fu una malattia implacabile a spegnere la sua luce, oppure si trattò di un omicidio premeditato, frutto dell’invidia e della frustrazione di un rivale? La serie, con la sua sontuosa ricostruzione delle corti tedesche del tardo Settecento, non si limita a riproporre la vicenda storica, ma ne indaga le zone d’ombra, esplorando la complessità delle passioni umane e la sottile linea che separa l’ammirazione dalla gelosia distruttiva.
Il 23 dicembre, Sky porterà la serie al pubblico, ma questa anteprima assoluta al Noir in Festival si configura come un evento culturale di primaria importanza.
Il programma del festival si rivela, come da tradizione, eclettico e stimolante, abbracciando un panorama vastissimo di espressioni artistiche.
Cinema, letteratura, podcast e fumetto si intrecciano in un fitto tessuto di incontri con autori di spicco.
Maurizio de Giovanni, maestro del thriller italiano, Giuliano da Empoli, narratore acuto e penetrante, Luca Croci, che esplora l’universo di Andrea Camilleri, e Alberto Pezzotta, che traccia un affresco del noir italiano dalle radici di Scerbanenco ai contemporanei, arricchiscono la scena culturale milanese.
L’attenzione si concentra inoltre su Mick Herron, autore di “Slow Horses”, insignito del prestigioso Premio Chandler 2025, una vetrina per il suo contributo fondamentale alla spy fiction moderna.
La sezione cinematografica, in particolare, si distingue per l’originalità e l’audacia delle proposte.
Otto prime assolute italiane si contendono l’attenzione del pubblico e della critica, mentre fuori concorso brillano opere di grande impatto emotivo e visivo.
“No Other Choice” di Park Chan-wook, acclamato vincitore morale della Mostra di Venezia, promette un’esperienza cinematografica intensa e coinvolgente.
L’apertura del 2026 sarà affidata a “Ben – rabbia animale”, un thriller horror che introduce Johannes Roberts come il nuovo maestro della paura, con un’interpretazione straordinaria di uno scimpanzé che incarna la furia primordiale e la violenza incontrollabile.
Il film, con la sua estetica disturbante e la sua narrazione incalzante, si preannuncia come un evento capace di scuotere le coscienze e di ridefinire i confini del genere.

