“Il Tempo del Giudizio”: un’opera di Michelangelo Pistoletto, più che una semplice installazione, si configura come un’eco profonda, un invito all’introspezione e al dialogo che risuona nel foyer dell’auditorium Testori di Palazzo Lombardia.
L’opera, accessibile fino alla conclusione dei Giochi Olimpici invernali, nasce come omaggio alle grandi tradizioni religiose, ma trascende la mera celebrazione per divenire un catalizzatore di riflessione sul futuro dell’umanità.
L’installazione, concepito come un microcosmo di spiritualità, articola il suo nucleo attorno a un’architettura che evoca un tempio, un luogo di sacralità.
Al cuore di questa struttura, si dispiegano elementi simbolici, ognuno rappresentante una fede, accostati a superfici riflettenti che amplificano, deformano e moltiplicano le immagini, creando un effetto di straniamento e di verità scomoda.
Non si tratta di una semplice giustapposizione, ma di un dialogo forzato, un confronto indiretto tra sistemi di credenze, valori e pratiche.
Pistoletto, con la sua consueta poetica dell’arte come processo e come interrogazione, non si limita a presentare le religioni, ma le pone di fronte a se stesse.
Lo specchio non è solo un elemento estetico, ma un agente provocatorio, un mezzo per stimolare l’autoanalisi, per confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni, per valutare la direzione del percorso intrapreso.
L’opera interroga sul concetto di responsabilità, sia individuale che collettiva, e sul peso delle scelte che conducono verso un futuro incerto, potenzialmente segnato da una catastrofe globale.
La cerimonia di inaugurazione, a cui hanno presenziato personalità istituzionali di alto livello, ha visto la partecipazione di rappresentanti di diverse fedi religiose, a sottolineare l’importanza di un dialogo interreligioso costruttivo.
Per Ignazio La Russa, Presidente del Senato, l’installazione si erge a simbolo di amore, pace e confronto, un inno alla comprensione reciproca.
Attilio Fontana, Governatore della Lombardia, ha evidenziato l’impegno concreto della Regione nel promuovere il dialogo interreligioso attraverso la Consulta dedicata, sottolineando come l’opera di Pistoletto si inserisca in un percorso più ampio di valorizzazione del patrimonio immateriale e di apertura al confronto.
Francesca Caruso, Assessora Regionale alla Cultura, ha infine sottolineato come l’opera stimoli una profonda riflessione personale, invitando lo spettatore a esaminare la propria storia, i propri valori e il proprio rapporto con l’alterità, riconoscendo sia le differenze che i punti di convergenza che possono favorire una convivenza pacifica e responsabile.
L’installazione, quindi, non è solo una composizione artistica, ma un invito pressante a riscoprire il senso di umanità condivisa e a costruire un futuro fondato sulla comprensione reciproca e sul rispetto delle diversità.






