Il percorso della fiamma olimpica, nel suo attraversare il territorio lombardo e piemontese verso le Olimpiadi Invernali del 2026, ha regalato a Torino un momento di profonda simbologia, culminato con il passaggio solenne alla base della Mole Antonelliana, custode del Museo Nazionale del Cinema.
Un luogo iconico, non solo per il patrimonio cinematografico che racchiude, ma anche per la sua capacità di proiettare l’immaginario collettivo verso l’alto, verso nuove prospettive.
A portare la torcia, un testimone scelto con cura: Giulia Lamarca.
La sua figura incarna una straordinaria resilienza e una profonda umanità.
Psicologa, travel blogger, formatrice aziendale, scrittrice e madre, Giulia non si definisce attraverso un mero elenco di professioni, ma attraverso la sua capacità di trasformare le sfide personali in opportunità di ispirazione per gli altri.
La sua esperienza di paraplegia, iniziata in giovane età, non ha rappresentato un limite, ma un catalizzatore per esplorare il mondo con occhi nuovi, sensibilizzando l’opinione pubblica sulle barriere architettoniche e culturali che ancora ostacolano la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale.
Il suo racconto, condiviso sui social media e attraverso i suoi scritti, è un invito all’inclusione, un monito contro la superficialità e un inno alla forza d’animo.
Il passaggio della fiamma olimpica a Torino, con Giulia Lamarca come tedofora, è dunque un’occasione per riflettere sul significato dello sport come veicolo di valori universali: l’eccellenza, la perseveranza, l’amicizia, il rispetto.
Ma anche un’occasione per interrogarsi sul ruolo della società nell’abbattere le barriere, fisiche e mentali, che impediscono a tutti di realizzare il proprio potenziale.
Enzo Ghigo, presidente, e Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema, hanno espresso il loro orgoglio per questo onore, sottolineando come l’evento si configuri come un ulteriore tassello nella storia del Museo, un luogo che da sempre si pone come ponte tra arte, cultura e società.
La presenza della fiamma olimpica, simbolo di speranza e di aspirazione, amplifica il messaggio di apertura e di accoglienza che il Museo intende trasmettere al mondo.
Il passaggio della torcia, in definitiva, è un invito a guardare al futuro con ottimismo e a lavorare insieme per un mondo più giusto e inclusivo, dove lo sport possa essere veramente un diritto per tutti.




