L’intelligenza artificiale si configura oggi come un motore propulsivo di crescita economica globale, e l’Italia, fortunatamente, si sta posizionando per intercettare e guidare questo trend.
Tuttavia, la mera adesione a modelli esistenti non è sufficiente; l’imperativo del momento è la creazione di una nuova generazione di AI, caratterizzata da un profilo di sostenibilità ambientale, robustezza operativa e trasparenza etica, il tutto conciliato con un’accessibilità economica e una validità intrinseca.
Questa visione, sottolineata da Giuseppe De Pietro, presidente della Fondazione Fair, incarna la necessità di un approccio innovativo e responsabile nello sviluppo dell’AI.
Fair, un’iniziativa unica nel suo genere, con un partenariato che unisce 14 università, 4 enti di ricerca e 7 aziende, si propone come il cuore pulsante di questa trasformazione.
Grazie al sostegno dei fondi Pnrr, Fair sta finanziando e promuovendo ricerche all’avanguardia, con un focus particolare sulla democratizzazione dell’accesso all’AI.
L’evento “L’ecosistema di FAIR: l’AI tra ricerca e impresa”, ospitato al Politecnico di Milano, ha rappresentato un’occasione cruciale per stimolare il dialogo tra imprese, istituzioni e il mondo accademico, con l’obiettivo di comprendere come l’AI possa catalizzare lo sviluppo tecnologico nazionale.
Il nodo cruciale, evidenziato da De Pietro, risiede nella concentrazione del potere computazionale e degli algoritmi nelle mani di poche multinazionali.
Questa dinamica non solo limita la competitività delle aziende italiane, ma solleva anche interrogativi sulla sovranità tecnologica e sull’equa distribuzione dei benefici derivanti dall’AI.
La necessità di sviluppare tecnologie condivise, almeno a livello europeo, diventa quindi un imperativo strategico per garantire una partecipazione attiva e indipendente dell’Italia nel panorama globale dell’AI.
L’AI non è più una promessa futuristica; le sue applicazioni pratiche stanno rivoluzionando settori chiave, con un impatto tangibile sulla qualità della vita.
Un esempio emblematico è il settore sanitario, dove l’analisi automatizzata di immagini radiologiche supporta i medici nella diagnosi precoce e accurata di patologie, migliorando significativamente l’efficacia delle cure.
Questa applicazione, lungi dall’essere un’eccezione, prefigura un futuro in cui l’AI diventerà un alleato indispensabile per i professionisti sanitari.
Fair, attraverso i suoi bandi a cascata, ha sostenuto 76 progetti di ricerca imprenditoriali, dimostrando l’impegno concreto nella creazione di un ecosistema di AI vibrante e inclusivo.
Il futuro dell’AI italiano non risiede nella mera imitazione, ma nell’innovazione responsabile, nella condivisione della conoscenza e nella creazione di soluzioni adatte alle esigenze specifiche del nostro paese, ponendo al centro l’etica, la sostenibilità e l’accessibilità.
La sfida è ambiziosa, ma le fondamenta per affrontarla sono state gettate.