Europa siderurgica: un’alleanza per la competitività.

La resilienza dell’Europa industriale si gioca in gran parte sui territori siderurgici, aree vitali per l’economia continentale e custodi di un’eredità manifatturiera secolare.
Un’alleanza strategica, comprendente regioni chiave come la Lombardia, la Grand Est francese, il Brandeburgo e il Saarland tedeschi, i Paesi Baschi spagnoli e le Fiandre belghe, si è ufficialmente costituita a Strasburgo per un dialogo costruttivo con le istituzioni europee, in particolare con la Direzione Generale Industria della Commissione Europea.
L’obiettivo è articolare una piattaforma di richieste mirate a rafforzare la competitività e la sostenibilità del settore siderurgico.

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La siderurgia, lungi dall’essere un’industria del passato, rappresenta un pilastro fondamentale per la stabilità economica e l’innovazione tecnologica di molte regioni europee.

La Lombardia, con la sua concentrazione di impianti e competenze specialistiche, ne è un esempio lampante.
Come sottolinea l’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi, la perdita di questo comparto significherebbe un danno irreparabile al tessuto produttivo europeo, erodendo posti di lavoro, competenze avanzate e la capacità di competere a livello globale.
Non si tratta semplicemente di preservare un’industria, ma di garantire la continuità di un ciclo produttivo complesso e cruciale per l’intera catena del valore manifatturiera.
Le istanze emerse dalle regioni siderurgiche sono tutt’altro che una mera lamentela, ma una richiesta concreta di politiche europee lungimiranti.
Tra le priorità, spicca la necessità di un’urgente revisione dei costi energetici, che gravano in modo significativo sulle imprese “elettro-intensive” come quelle siderurgiche.
L’energia, infatti, rappresenta una voce di costo preponderante, e la sua accessibilità economica è un fattore determinante per la competitività.
Parallelamente, si chiede una protezione più robusta contro le distorsioni del mercato globale, causate dalla sovraccapacità produttiva di paesi terzi, spesso caratterizzati da costi di produzione inferiori e da pratiche commerciali non sempre trasparenti.

In questo contesto, il “Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere” (Carbon Border Adjustment Mechanism, CBAM) assume un ruolo cruciale, ma richiede un’implementazione attenta e calibrata per evitare effetti indesiderati e garantire che non si trasformi in un ostacolo al commercio internazionale.
L’alleanza regionale pone l’accento sulla necessità di un CBAM efficace, che tuteli l’ambiente senza penalizzare ingiustamente le imprese europee, promuovendo al contempo una transizione ecologica equa e sostenibile.

Si richiede, inoltre, una maggiore flessibilità e una semplificazione delle procedure burocratiche per favorire l’accesso a finanziamenti e incentivi per la modernizzazione degli impianti e l’adozione di tecnologie innovative.
La transizione verso una siderurgia più verde e digitale rappresenta una sfida complessa che richiede un impegno congiunto tra istituzioni, imprese e comunità locali.

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