L’edizione 2025 di Top 300 Lodi, studio approfondito condotto dal Centro Studi di Assolombarda in sinergia con PwC Italia e sostenuto da Banco BPM, dipinge un quadro economico dell’area lodigiana complesso e sfaccettato.
Sebbene i fatturati presentino una crescita modesta, attestandosi a +0,6% rispetto al 2023 e generando complessivamente 13,6 miliardi di euro, il segnale più preoccupante emerge dalla contrazione della redditività, che si attesta a -30,5%, portando il risultato d’esercizio totale a 437 milioni di euro.
Questo dato, in particolare, segnala una fragilità strutturale che va ben oltre la semplice fluttuazione congiunturale.
La manifattura lodigiana, pilastro fondamentale dell’economia locale, ha dimostrato una resilienza significativa, mantenendo una dinamica positiva sia in termini di produzione interna che di esportazione.
Tuttavia, le proiezioni per il 2025 indicano un rallentamento, in linea con un contesto globale caratterizzato da una domanda debole e incerta.
Si prevede una ripresa graduale a partire dal 2026, ma la traiettoria di crescita dovrà essere monitorata con attenzione, considerando le sfide derivanti dall’instabilità geopolitica e dall’inflazione persistente.
Il territorio lodigiano, inserito in un robusto quadrilatero economico – insieme a Milano, Monza e Brianza e Pavia – che contribuisce in modo rilevante al Prodotto Interno Lordo italiano (13,6% del PIL nazionale, pari a 304 miliardi di euro), si trova ad affrontare un bivio strategico.
Come sottolinea Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, la risposta a questo scenario richiede un impegno deciso per rafforzare la competitività delle imprese, con un focus prioritario sull’innovazione e sulla qualità dei prodotti e dei servizi offerti.
L’accesso alle nuove tecnologie, in particolare all’intelligenza artificiale, rappresenta un fattore cruciale per il futuro della produttività e della crescita.
Non si tratta più di una scelta, ma di una necessità impellente per garantire la sopravvivenza e la prosperità delle imprese lodigiane.
Assolombarda, con il progetto AI 100%, si impegna a facilitare questo percorso, promuovendo la diffusione di competenze e soluzioni innovative anche tra le realtà aziendali di minori dimensioni.
Tuttavia, l’adozione dell’IA non deve essere fine a sé stessa.
È essenziale che sia integrata in una strategia di lungo termine, che tenga conto delle specifiche esigenze e caratteristiche delle imprese lodigiane.
Inoltre, occorre affrontare il tema della formazione del capitale umano, garantendo che i lavoratori possiedano le competenze necessarie per gestire e sfruttare al meglio le nuove tecnologie.
La sfida, quindi, non è solo tecnologica, ma anche culturale e sociale, che richiede un approccio olistico e collaborativo tra istituzioni, imprese e lavoratori.
L’obiettivo finale è costruire un ecosistema economico resiliente, inclusivo e sostenibile, in grado di affrontare le sfide del futuro e di cogliere le opportunità che si presenteranno.

