Il Milano Life Science Forum, evento annuale promosso da Assolombarda, si è recentemente concluso, proiettando un’analisi complessa e sfaccettata del futuro della salute, a livello regionale, nazionale ed europeo.
L’apertura dei lavori, affidata al presidente Alvise Biffi, ha subito inquadrato l’iniziativa all’interno di un contesto economico e politico in rapida evoluzione, segnato da un crescente riconoscimento del ruolo cruciale del settore life science.
Biffi ha evidenziato come l’incremento delle risorse destinate alla sanità, previsto nella recente legge di bilancio, costituisca un segnale incoraggiante, ma anche un’imperativa chiamata al cambiamento.
L’edizione 2024 del Forum non si è limitata a celebrare l’importanza strategica della filiera lombarda – un ecosistema economico che contribuisce con oltre il 12% al Prodotto Interno Lordo regionale, generando occupazione qualificata e innovazione – bensì ha posto al centro la prevenzione come pilastro fondamentale per la sostenibilità del sistema sanitario e per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini.
L’approccio alla prevenzione, e più ampiamente alla gestione della salute, impone un ripensamento profondo delle priorità operative, che abbracciano molteplici livelli di intervento.
L’impegno finanziario, con i 4 miliardi già stanziati per il 2026 e i successivi 2,4 miliardi aggiuntivi, rappresenta un passo nella giusta direzione, ma non è sufficiente.
È imperativa una riforma della governance, orientata a una maggiore flessibilità e ad un investimento mirato in ricerca, sviluppo e tecnologie innovative.
Questa revisione dovrebbe includere un’analisi dei modelli di rimborso, incentivando la diffusione di soluzioni terapeutiche e diagnostiche innovative, e promuovendo una maggiore integrazione tra sistemi sanitari pubblici e privati.
La chiusura dei lavori, curata da Nicoletta Luppi, vicepresidente di Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences, ha amplificato il messaggio centrale dell’evento, inquadrandolo all’interno di uno scenario globale caratterizzato da una concatenazione di crisi interconnesse – dalle sfide geopolitiche al cambiamento climatico, dall’invecchiamento della popolazione all’emergenza pandemica.
In questo contesto, Luppi ha ribadito con forza un principio ormai ineludibile: la salute, e soprattutto la prevenzione, non deve essere percepita come un mero costo da comprimere, bensì come un investimento produttivo strategico, capace di generare benefici economici e sociali a lungo termine.
Il Forum ha dunque sollecitato una ridefinizione radicale del paradigma della salute, spostando l’attenzione dalla cura reattiva alla prevenzione proattiva, dall’approccio emergenziale alla pianificazione strategica, dalla logica del risparmio a breve termine alla visione di un benessere duraturo per la comunità.
Si tratta di un cambiamento culturale e operativo che richiede la collaborazione sinergica di tutti gli attori coinvolti: imprese, istituzioni, ricercatori, professionisti sanitari e cittadini, tutti chiamati a contribuire alla costruzione di un futuro più sano e resiliente.
Il messaggio finale è chiaro: investire nella salute è investire nel futuro.

