Il settore moda italiano, navigando in acque ancora incerte, mostra segnali contrastanti nei primi nove mesi del 2025.
Pur revisione al rialzo rispetto alle previsioni iniziali che ipotizzavano un calo del -5%, il settore si attesta su una diminuzione complessiva del 3% rispetto all’anno precedente, come evidenziato dal presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, nel suo rapporto “Fashion Economic Trends”.
Tuttavia, questa parziale ripresa non deve indurre a eccessivo ottimismo, data la fragilità del contesto economico globale e le persistenti sfide geopolitiche.
Un’analisi più approfondita rivela un quadro complesso.
Le esportazioni, pilastro fondamentale del settore, hanno subito una contrazione del -4.4% nei primi otto mesi del 2025, con una performance decisamente inferiore ai livelli del 2024.
La dinamica commerciale con i paesi extra-UE si presenta particolarmente critica, segnando un decremento del -9%, riflettendo le difficoltà incontrate nell’accesso a mercati strategici.
Parallelamente, si osserva una crescita delle importazioni, che interessano sia i settori core (+6.3%) che quelli correlati (+2.5%), con un contributo significativo proveniente dalla Cina (+11.8%).
Tale aumento delle importazioni, se da un lato può indicare una maggiore domanda globale, dall’altro solleva interrogativi sulla competitività del made in Italy.
Nonostante queste difficoltà, il saldo commerciale complessivo mantiene un segno positivo, attestandosi a 26,7 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2025.
Tuttavia, questo dato si presenta in diminuzione di 4,3 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024, evidenziando una progressiva erosione della capacità esportativa italiana.
Le previsioni per il quarto trimestre sono cruciali: se i segnali positivi del terzo trimestre dovessero confermarsi, il calo del fatturato sul 2024 potrebbe attestarsi tra il 2.7% e il 3%.
La crisi economica ha lasciato cicatrici profonde nel tessuto produttivo italiano, con la perdita di 3.000 imprese in pochi anni.
Questa situazione richiede un intervento tempestivo e mirato da parte del governo, al fine di sostenere le aziende e preservare il capitale umano.
Come sottolinea l’assessore milanese Alessia Cappello, l’industria della moda rappresenta un motore fondamentale per l’economia italiana, generando un indotto significativo, stimato in 80 milioni di euro per le Fashion Week dedicate all’uomo e in 200 milioni per quelle femminili.
L’imminente evento delle Olimpiadi si preannuncia un’ulteriore opportunità per rafforzare l’immagine del settore e ampliare le sue ricadute economiche, con l’aspettativa di incrementare ulteriormente gli investimenti e l’attrattiva turistica.
È imperativo, pertanto, capitalizzare su questo momento favorevole, promuovendo l’innovazione, la sostenibilità e la digitalizzazione, al fine di garantire la competitività e la resilienza del sistema moda italiano nel lungo periodo.

