- pubblicità -
- pubblicità -

Crisi d’Europa: l’allarme di Prodi tra geopolitica e valori.

Le dinamiche geopolitiche attuali, di una intensità e complessità sempre più marcate, rivelano una vulnerabilità intrinseca nel tessuto stesso delle nostre istituzioni democratiche, rendendo agevole, per un leader di turno, l’abbandono di un percorso storico di progressi e di aperture, abbracciando una visione del mondo contraria ai principi democratici, proiettando un futuro dominato da élite ristrette e potere assoluto.

- PUBBLICITA -

Queste riflessioni, profondamente sentite, sono state esposte con chiarezza e profonda preoccupazione da Romano Prodi, figura di spicco della politica europea e italiana, durante la cerimonia di premiazione dell’Ispi 2025, riconoscimento prestigioso assegnato a lui e a Mario Monti.
La traiettoria che stiamo osservando, con apprensione, non è un evento isolato, ma un segnale di un trend preoccupante, destinato a estendersi ben oltre i confini dell’Ucraina, influenzando equilibri globali e proiettando ombre sul futuro del nostro continente.

L’avversione per l’Europa, come progetto politico e ideale di convivenza, si manifesta attraverso la promozione di visioni alternative per gli Stati Uniti, un’agenda che speriamo sia transitoria, poiché implica una strumentale svalutazione del ruolo dell’Europa.
Profondamente sentite sono le riflessioni sull’auto-svalutazione dell’Europa stessa, un processo alimentato da una crescente dipendenza da forze autoritarie, come Orbán e i suoi veti.
Questa fragilità è esacerbata da una debolezza intrinseca del motore franco-tedesco, che storicamente ha retto il sistema europeo, un sostegno tradizionalmente fornito dall’Italia, un ruolo che oggi rischia di essere compromesso da dinamiche interne e da una perdita di direzione strategica.
È imperativo, pertanto, riscoprire i valori fondanti del progetto europeo, rafforzando la coesione interna e riaffermando il nostro ruolo di attori responsabili sulla scena globale.

- pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap