La recente discussione riguardante la selezione dei tedofori per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 solleva interrogativi sulla natura stessa dello spirito olimpico e sul significato del gesto di portare la fiaccola.
Le critiche, spesso incentrate sull’inclusione di figure non sportive di alto livello, rischiano di offuscare una scelta, quella della Fondazione Milano Cortina 2026, che, a suo avviso e in collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), mira a un coinvolgimento più ampio e rappresentativo della società.
L’obiettivo primario dovrebbe essere quello di trasformare le Olimpiadi in un evento popolare, un’occasione per celebrare non solo l’eccellenza sportiva, ma anche la passione, l’impegno e la dedizione che animano ogni cittadino.
La fiaccola olimpica, in particolare, è un potente simbolo di unità, speranza e ispirazione, e la scelta dei tedofori dovrebbe riflettere questa vocazione universale.
Limitare la partecipazione esclusivamente a atleti di élite, sebbene comprensibile in un contesto che valorizza il risultato e la competizione, rischia di escludere una vasta platea di persone che hanno contribuito, con passione e costanza, alla diffusione dello sport a livello amatoriale e giovanile.
Individui che, pur non avendo raggiunto vette di eccellenza agonistica, hanno incarnato i valori olimpici di amicizia, rispetto e fair play.
Il gesto di portare la fiaccola olimpica rappresenta un riconoscimento, un onore che non dovrebbe essere riservato solo a chi ha scalato le vette del successo sportivo.
È un momento di celebrazione per tutti coloro che hanno vissuto e condiviso l’esperienza dello sport, a qualsiasi livello, contribuendo a diffondere la cultura dello sport e i suoi benefici per la comunità.
Un’opportunità per mostrare come lo sport sia un veicolo di crescita personale, sociale e culturale, accessibile a tutti.
In definitiva, la scelta dei tedofori dovrebbe essere un atto di inclusione, un invito a celebrare la diversità e la ricchezza del panorama sportivo italiano, un gesto che sappia ispirare e motivare tutti, indipendentemente dal loro livello di competenza.
Si tratta di comprendere che la vera essenza delle Olimpiadi risiede nella capacità di unire le persone, trascendendo i confini dell’eccellenza atletica e abbracciando il potenziale umano in ogni sua forma.

