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Romano rientra: un viaggio, un impegno, un monito per il mondo.

Il ritorno a casa, avvolto da un senso di profonda gratitudine, sigilla un capitolo di impegno e testimonianza che ha portato il consigliere regionale lombardo Paolo Romano lontano, a confrontarsi con realtà complesse e dolorose.

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Dall’aeroporto di Malpensa, dopo un viaggio che lo ha visto transitare da Istanbul e provenire da Israele, Romano esprime un ringraziamento sentito verso coloro che lo hanno accolto e sostenuto, riconoscendo il valore delle comunità e delle “piazze” che si creano attorno a ideali condivisi.

Il suo ritorno, però, non è un rientro sereno.
La sua esperienza, come parte della Global Sumud Flotilla, lo lega indissolubilmente al destino di chi non ha la possibilità di tornare a casa, di chi affronta quotidianamente la precarietà e la sofferenza.
L’immagine vivida dei bambini di Gaza, privi di un rifugio sicuro, rimane impressa nella sua mente, un monito costante all’imperativo morale di non dimenticare, di continuare a impegnarsi per alleviare le loro sofferenze e promuovere un futuro di pace e dignità.
L’accoglienza riscaldata dalla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e dalla presenza di amici, familiari e compagni politici, testimonia un sostegno ampio e condiviso.
La fotografia che immortala l’abbraccio tra Romano e Schlein, con la kefiah – simbolo di solidarietà palestinese – avvolta sulle spalle del consigliere, diventa un’immagine potente, un messaggio di vicinanza e di impegno politico.
L’evento, al di là della dimensione personale del ritorno, assume un significato simbolico più ampio.

La Global Sumud Flotilla rappresenta un atto di disobbedienza civile, un tentativo di rompere l’embargo imposto alla Striscia di Gaza e di portare aiuti umanitari a una popolazione intrappolata in una condizione di vulnerabilità.
Il fermo subito da Romano, e dai suoi compagni, evidenzia le difficoltà e i rischi connessi a questo tipo di iniziativa, ma sottolinea anche la determinazione a non arrendersi di fronte all’ingiustizia.

Il ritorno a casa non cancella l’esperienza vissuta, anzi, la rafforza, trasformandola in un nuovo punto di partenza per continuare a lavorare, con rinnovato impegno, per un mondo più giusto e solidale.

Il gesto di Romano, e l’accoglienza che ha ricevuto, si configurano come un invito a non restare indifferenti, a farsi portavoce di chi non ha voce e a perseguire la costruzione di un futuro di pace e prosperità per tutti.

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