Il girone di andata volge al capolinea con un appuntamento cruciale per il Cagliari: una trasferta a Cremona che, al di là dell’importanza meramente aritmetica, racchiude un significato simbolico per le ambizioni sarde.
L’obiettivo primario, imprescindibile per la serenità futura, resta la conquista di almeno un punto per partita, una media storica che tradizionalmente sancisce la salvezza.
Tuttavia, la squadra di Pisacane nutre un desiderio più audace: incrociare e superare l’undici cremonese guidato dall’ex Nicola, diretta contendente nella corsa alla permanenza nella élite del calcio italiano, portando a ventuno i punti in classifica.
L’analisi del percorso fin qui intrapreso rivela un dato significativo: il fattore campo, sebbene rilevante, non si è dimostrato determinante.
Le quattro vittorie ottenute, pilastri di una stagione altrimenti segnata da alti e bassi, si sono distribuite equamente tra le partite casalinghe – contro Parma e Roma – e quelle esterne – a Lecce e Torino, testimonianza di una capacità di adattamento che potrebbe rivelarsi fondamentale in un campionato equilibrato come quello attuale.
L’ombra della recente sconfitta casalinga contro il Milan aleggia sull’ambiente sardo, aggravata dalla dolorosa constatazione di un supporto limitato allo Zini.
La battaglia legale contro la limitazione dei biglietti ai soli tifosi fidelizzati è fallita, relegando il numero di supporters rossoblu a una cifra modesta: solo duecento presenze, un numero ampiamente inferiore a quello che si sarebbe potuto registrare in condizioni normali.
Le assenze croniche di Belotti, Felici, Folorunsho e Deiola continuano a pesare sulle scelte di Pisacane, ma la ricomparsa di Zè Pedro offre un raggio di speranza per una difesa già provata da infortuni e scelte tattiche.
La versatilità difensiva del Cagliari si concretizza nella possibilità di schierare moduli sia a tre che a quattro, con una rosa di elementi di sicuro affidamento: Mina, Luperto, Rodriguez e Obert si contendono i posti, con Zè Pedro che, pur non al massimo della forma, rappresenta un valore aggiunto.
La posizione di Luperto, in particolare, desta interesse e qualche preoccupazione.
Il giocatore ha suscitato l’attenzione della Cremonese, alimentando speculazioni su una possibile cessione a breve termine.
La sua recente titolarità non esclude una sua partenza, e la società sarda si troverebbe a dover affrontare una corsa contro il tempo per individuare un sostituto all’altezza, un’operazione particolarmente complessa nel delicato mercato di gennaio.
Il centrocampo, a causa di indisponibilità e scelte tattiche, si presenta con una rosa ristretta: Mazzitelli, Prati e Adopo, quasi certamente, saranno i pilastri del reparto.
In avanti, la situazione è più dinamica: Kilicsoy è destinato a guidare l’attacco per la quarta partita consecutiva, ma dovrà trovare intesa con i compagni.
La presenza di Borrelli, un’alternativa di peso, e di Gaetano ed Esposito, ali veloci e imprevedibili, offre a Pisacane diverse soluzioni offensive.
Il gol di Kilicsoy, un’incursione solitaria che ha trafitto la difesa del Torino, ha conquistato i tifosi, attestandosi come il momento più votato dai sostenitori sui canali social della Lega Serie A, un riconoscimento che alimenta la fiducia in un futuro più roseo.

