I XXI Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, un evento senza precedenti nella storia dello sport, si configurano come una ripartizione geografica e concettuale del tradizionale format olimpico.
L’ambizioso progetto, delineato dalla Fondazione Milano-Cortina, supera la mera localizzazione in una singola città, abbracciando un territorio vasto e diversificato, dove le celebrazioni si moltiplicano e si sedimentano in luoghi simbolo dell’eccellenza sportiva italiana.
La decisione di dislocare le sfilate degli atleti, elemento cruciale e iconico dell’esperienza olimpica, in diverse sedi – Milano, Livigno, Cortina d’Ampezzo, Predazzo – non è un mero atto logistico, ma una scelta strategica volta a coinvolgere attivamente le comunità locali e a valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico del territorio alpino.
Livigno accoglierà gli atleti provenienti da Bormio, Cortina d’Ampezzo si farà carico di quelli provenienti da Anterselva e Predazzo ospiterà la delegazione della Val di Fiemme.
Questo approccio distribuito massimizza la risonanza dell’evento, estendendo l’entusiasmo e l’orgoglio olimpico ben oltre i confini della sola area metropolitana milanese.
Andrea Varnier, CEO della Fondazione Milano-Cortina, sottolinea con chiarezza la necessità di estendere i momenti rituali più significativi – dall’alzabandiera all’accensione del braciere – in più località.
Questa duplicazione, più che una ridondanza, è un obbligo morale e protocollare, una risposta a un’aspettativa di inclusione e partecipazione che caratterizza questi Giochi “diffusi”.
L’idea è di creare un’esperienza condivisa, dove ogni comunità senta di essere parte integrante del grande evento.
Varnier evidenzia come la cerimonia d’apertura rappresenti l’immagine più vivida e duratura delle Olimpiadi, l’elemento catalizzatore che definisce l’atmosfera di festa e di celebrazione.
A differenza delle competizioni, che spesso richiedono una conoscenza specialistica, la cerimonia si propone come un momento universale, accessibile a tutti, in grado di suscitare emozioni e ricordi indelebili.
La responsabilità che ne deriva è enorme: una cerimonia d’apertura riuscita crea un’onda positiva che facilita il resto dell’organizzazione, semplificando le sfide logistiche e gestionali che inevitabilmente si presentano.
Il successo del primo giorno rappresenta un presupposto fondamentale per il buon svolgimento dell’intero evento, un sigillo di garanzia che infonde fiducia e ottimismo in atleti, spettatori e organizzatori.
Si tratta di un punto di partenza cruciale, un momento di verità che determina il tono e l’atmosfera dei Giochi, un’opportunità unica per dimostrare al mondo la capacità dell’Italia di ospitare un evento di tale portata con successo e innovazione.





